Seconda Parte
Diffida dei SEO, delle agenzie e dei consulenti web che inviano email indesiderate.Incredibilmente anche noi riceviamo email di spam:
“Gent. google.it,
Da un attento esame del vostro sito web è emerso che non siete presenti tra la maggior parte dei principali motori di ricerca e directory…”
Riserva ai messaggi email indesiderati sui motori di ricerca lo stesso scetticismo che dimostri verso le email che pubblicizzano pillole in grado di farti “perdere peso mentre dormi” o alle richieste di aiuto per il trasferimento di fondi di dittatori destituiti.
Nessuno può garantire il raggiungimento della prima posizione nei risultati di Google.Non fidarti dei SEO che affermano di garantire una determinata posizione nei risultati, che vantano di avere un “rapporto speciale” con Google o che pubblicizzano l’”inclusione prioritaria” su Google. Google non ammette inclusioni prioritarie. L’unico modo per segnalare direttamente un sito a Google è tramite la pagina Aggiungere URL o inviando una Sitemap; cose che puoi fare tu stesso senza dover pagare nulla.
Sii prudente se un’azienda si mostra reticente o non spiega chiaramente il proprio intento.Chiedi spiegazioni quando qualcosa non ti è chiaro. Se un SEO crea contenuti ingannevoli o fuorvianti per tuo conto, come pagine doorway o domini “usa e getta”, il sito potrebbe venire rimosso dall’indice di Google. In definitiva, sei responsabile delle azioni delle aziende di cui ti servi; è opportuno sapere quindi come intendono “migliorare” il tuo sito. Se un SEO ha accesso FTP al tuo server, le aziende dovranno essere disponibili a fornire spiegazioni di tutte le modifiche apportate al sito.
Non inserire mai un link al sito di un SEO.Diffida dei SEO che vantano l’efficacia dei link “gratuiti per tutti”, che applicano strategie quali gli schemi di link per aumentare la visibilità o propongono l’invio del sito a migliaia di motori di ricerca. In genere, si tratta di operazioni inutili che non influiscono sul posizionamento tra i risultati dei principali motori di ricerca, almeno non in termini vantaggiosi per te.
Scegli con giudizio.Mentre valuti la proposta di un SEO, è opportuno eseguire ricerche sul suo conto. Ovviamente Google rappresenta un ottimo strumento per questo tipo di ricerca. Potresti inoltre consultare alcuni articoli che mettono in guardia sul comportamento dei SEO, come quello riguardante un SEO particolarmente aggressivo consultabile alla pagina: http://seattletimes.nwsource.com/html/businesstechnology/2002002970_nwbizbriefs12.html. Google non esprime giudizi specifici, ma si è imbattuta in sedicenti aziende SEO che praticavano strategie commerciali evidentemente inaccettabili. Stai in guardia.
Verifica dove vanno a finire i tuoi soldi.Google non accetta denaro per migliorare la posizione di un sito nei risultati di ricerca, diversi altri motori di ricerca combinano risultati basati sul costo per clic ad altri basati sul costo per inclusione nei normali risultati di ricerca sul Web. Alcuni SEO promettono posizionamenti migliori nei motori di ricerca, ma in realtà fanno riferimento alla sezione pubblicitaria e non ai risultati di ricerca. Alcuni SEO cambiano persino gli importi delle offerte in tempo reale per creare l’illusione di riuscire a controllare altri motori di ricerca e poter conquistare lo spazio scelto. Questo tipo di frode non funziona con Google, in quanto la nostra pubblicità è chiaramente indicata e separata dai risultati di ricerca; tuttavia, richiedi al SEO che stai valutando quali tariffe intende applicare per l’inclusione permanente e quali per la pubblicità temporanea.
Quali sono gli abusi più comuni che il titolare di un sito web potrebbe incontrare?
Una delle frodi più comuni è la creazione di domini “ombra” che inviano gli utenti a un sito mediante reindirizzamenti ingannevoli. Tali domini ombra sono spesso di proprietà dello stesso SEO che pretende di lavorare per conto di un cliente. Tuttavia, se il rapporto di collaborazione si deteriorasse, il SEO potrebbe puntare il dominio a un sito diverso o persino al sito di un concorrente. Se ciò accadesse, il cliente avrebbe pagato per lo sviluppo di un sito concorrente posseduto interamente dal SEO.
Un altro stratagemma illecito consiste nel collocare pagine doorway contenenti molte parole chiave in un punto del sito del cliente. Il SEO garantisce che in tal modo la pagina risulterà più pertinente per un numero maggiore di ricerche. Questo è intrinsecamente falso, dal momento che singole pagine sono raramente pertinenti per una vasta gamma di parole chiave. Tuttavia, l’aspetto più insidioso è che tali pagine doorway spesso contengono anche link nascosti ad altri clienti del SEO. Tali pagine doorway riducono la popolarità dei link del sito, che risulta invece aumentata per il SEO e gli altri suoi clienti, tra cui siti che trattano contenuti offensivi o illegali.
Quali sono gli altri segnali d’allarme?
Se hai a che fare con un SEO “truffaldino”, vi sono alcuni possibili segnali di allarme che è possibile notare. Quello che proponiamo non è certo un elenco esaustivo; pertanto, in caso di dubbio, fidati del tuo istinto. Sentiti libero di rifiutare se il SEO:
- è proprietario di domini ombra
- inserisce link ad altri suoi clienti su pagine doorway
- offre la vendita di parole chiave nella barra degli indirizzi
- non fa distinzione tra risultati di ricerca effettivi e annunci visualizzati nelle pagine dei risultati di ricerca
- garantisce una posizione nei risultati, ma solo in corrispondenza di frasi lunghe e incomprensibili composte da numerose parole chiave che otterresti comunque
- opera con più alias o informazioni WHOIS falsificate
- ottiene traffico da motori di ricerca “falsi”, spyware o “scumware”
- altri suoi domini sono stati rimossi dall’indice di Google oppure non è presente nell’indice di Google
Se ritieni di essere stato ingannato in qualche modo da un SEO, puoi denunciarlo.
Negli Stati Uniti, la FTC (Federal Trade Commission) gestisce i reclami sui comportamenti commerciali ingannevoli o disonesti. Per presentare la tua denuncia vai a http://www.ftc.gov/ e fai clic su “File a Complaint Online” (Inoltra un reclamo online), chiama il numero 1-877-FTC-HELP o scrivi a:
Federal Trade Commission
CRC-240
Washington, D.C. 20580
Se il tuo reclamo riguarda un’azienda che ha sede in un Paese diverso dagli Stati Uniti, compila tale reclamo alla pagina http://www.econsumer.gov/.