Archive for settembre, 2011

"Solo le apps ci salveranno" Inizia la guerra delle smart tv

sabato, settembre 24th, 2011



 

 

 

IFA 2011

Arrivano anche nei televisori i mini-software che hanno fatto la fortuna di tablet e smartphone. E i produttori affilano le armi per imporre lo standard che rivoluzionerà il mercato dal nostro inviato ALESSIO BALBI

Solo le apps ci salveranno Inizia la guerra delle smart tvUna schermata di apps su un modello di smart tv

BERLINO -Hanno decretato il successo degli smartphone e dei tablet, contribuendo contemporaneamente a creare un mercato completamente nuovo e inatteso, pieno di possibilità per i grandi gruppi e per i piccoli sviluppatori con buone idee. Ora le “apps”, i mini software che spopolano sui cellulari di ultima generazione, trasformandoli in strumenti in grado di fare praticamente ogni cosa, promettono di rivoluzionare anche quel moloch immutabile chiamato tv. E regalano ai grandi produttori per la prima volta dopo anni l’ebrezza (vedremo quanto illusoria) di poter invertire la tendenza che vedeva la vecchia tv lentamente ma inesorabilmente messa da parte in favore di console e pc.

All’Ifa 2011, il più importante appuntamento europeo per l’elettronica di consumo in corso a Berlino fino al 7 settembre, le parole più ascoltate sono “smart tv”. Decisamente, non è la prima volta che l’industria, fin dai tempi del tubo catodico, annuncia l’arrivo dell’intelligenza nelle tv. Un miracolo, è il caso di dirlo, che di volta in volta sarebbe stato possibile per intercessione di innovazioni diversissime: i decoder interattivi, la connettività internet, i dispositivi per il video on-demand, e così via. Ottime intenzioni che, all’atto pratico, hanno portato poco o niente di rivoluzionario: dopo tutto, l’uso medio della tv resta lo stesso di cinquant’anni fa. E il mezzo ha iniziato a soffrirne, anche in termini economici: le console o i pc, nel momento stesso in cui rosicchiano minuti preziosi all’uso

della tv da parte degli utenti, si prendono anche una fetta del denaro che i consumatori avrebbero speso per comprare un nuovo televisore.

I produttori di tv hanno ben presente il problema, ma pensano di aver trovato anche la soluzione: sfruttare le tecnologie esistenti per creare un ecosistema che renda la tv flessibile e divertente come un tablet. La parola chiave del ragionamento è, appunto, app: con una connessione internet e una piattaforma per gli sviluppatori, il vecchio televisore può diventare una tentazione irresistibile per chiunque abbia un’idea, un prodotto, un servizio e voglia farlo arrivare alla vasta platea potenziale dei possessori di tv. Una volta creato un mercato di apps televisive degne di questo nome (è il ragionamento dei produttori) forse una fetta di consumatori sarà invogliata a cambiare la vecchia tv con una “smart tv”. E la luce blu, sperano, continuerà a dominare nei salotti per chissà quanti anni ancora.

La battaglia è appena iniziata, ma il fronte è già spaccato in due: da un lato ci sono Lg, Sharp e Philips, che proprio all’Ifa hanno appena annunciato l’intenzione di proporre uno standard condiviso che permetta agli sviluppatori di creare apps in grado di funzionare invariabilmente sui televisori di tutti e tre i produttori. Dall’altro si trova Samsung che, forte di numeri da dominatore del mercato, dichiaratamente rifiuta standardizzazioni in questo campo convinta, per bocca dei suoi dirigenti, di poter tenere a distanza di sicurezza la concorrenza con la qualità e la quantità della sua offerta. Entro la fine dell’anno, spiegano da Samsung, il loro App Store conterrà oltre mille titoli, di cui circa duecento localizzati per il mercato italiano, e ha già toccato quota 10 milioni di apps scaricate.

Se il fronte diviso delle tv riuscirà a rispondere alla sfida dei device personali, e se questo accadrà grazie allo sviluppo di standard comuni o con l’imposizione di un dominus del mercato, si vedrà nei prossimi mesi. Nel frattempo, un’idea degli orizzonti che potrebbero aprirsi grazie alle smart tv l’ha data proprio all’Ifa un produttore minore, la Vestel, che ha annunciato una partnership con BitTorrent per vendere un tv che permetta di scaricare e condividere video attraverso il controverso sistema di file sharing. Un annuncio passato quasi inosservato, che però dà bene l’idea di cosa potrebbero diventare i televisori qualora si spalancassero le porte alla creatività degli sviluppatori. Una scintilla che potrebbe scatenare un incendio spettacolare, difficile da controllare anche per chi ha voluto appiccarlo.
 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/03/news/solo_le_apps_ci_salveranno_inizia_la_guerra_delle_smart_tv-21168915/?rss

Parte dal cuore di Berlino la nuova era delle super TV

sabato, settembre 24th, 2011


IFA 2011

Stanno per arrivare sul mercato le televisioni del futuro tutte in 3D, anche senza occhiali, collegate ad Internet, sempre più semplici ma con moltissime funzioni innovative di CARMINE SAVIANO

Parte dal cuore di Berlino la nuova era delle super TV


UN SALTO nel futuro della televisione. Alta definizione, profondità senza pari, immagini mai viste prima. La gara per realizzare il perfetto televisore 3d è appena iniziata. E tutte le maggiori aziende impegnate nell’hi-tech non intendono cedere neanche un metro del campo di battaglia. Che, in questo caso, è l’Ifa. Ovvero: la più grande fiera di tecnologia del pianeta, in programma a Berlino fino al sette settembre. Una sfida all’ultimo dettaglio che coinvolge migliaia di tecnici e di addetti ai lavori. Prototipi, idee innovative, la continua ricerca del dettaglio in grado di fare la differenza. Tutto per raggiungere la visione perfetta.

Partiamo dalla Loewe. Che ha presentato il suo Individual 46 Compose 3d proprio a Berlino. Testimonial d’eccezione il regista Wim Wenders. Al nuovo televisore della Loewe, è andato anche l’Eisa Award, un premio conferito ogni anno ai migliori prodotti hi-tech. A stregare i giurati la perfetta combinazione di qualità video e audio. Il cuore dell’Individual 46 è l’interazione delle tecnologie LCD Full-HD e LED Backlight. Ciò consente anche di convertire in tre dimensioni i contenuti originariamente creati per essere visti in 2d. Ma il punto forte dei nuovi modelli Loewe è la connettività. Tramite WLAN, LAN o Powerline le immagini di un televisore possono essere trasferite in streaming a un ulteriore dispositivo che supporta il 3D. E per Oliver Seidl, Ceo di Loewe, l’obiettivo raggiunto dimostra il carattere vincente “della combinazione

di design minimalista, innovazione intelligente e individualità esclusiva”.

Altro terreno al centro dell’attenzione delle case produttrici, è quello della realizzazione del primo televisore in tre dimensioni visibile senza il supporto degli occhialini. Su questo piano numerosi i passi avanti compiuti dalla Toshiba, che negli anni ha sviluppato una tecnologia in grado di emulare sia l’audio che il video in tre dimensioni. All’Ifa di Berlino grande spazio per i nuovi modelli, tra cui il  55ZL1, il primo ad essere animato dal nuovo Cevo Engine, che serve a dare potenza alla conversione delle immagini 2d in 3d, all’HDD video recording, e ad una tecnologia di riconoscimento facciale che serve a personalizzare contrasto, luminosità, colore e volume a seconda degli utenti.

Chi cerca di costruire un sistema integrato che metta al centro 3d è la LG. Che all’Ifa ha mostrato le infinite possibilità delle tre dimensioni. Si parte dal EL9500, che ha il più grande schermo Oled sul mercato, pronto a diventare il dispositivo principe, una centralina dove fruire di tutti ciò che va dall’home cinema all’intrattenimento puro, terminale Internet, schermo per videogiochi, lavagna interattiva per poter dar libero spazio alla fantasia. Poi la Sharp, che ha presentato le ultime innovazioni legate ai televisori della serie Elite. Infine la Philips, che scommette su due tecnologie diverse. Da un lato l’Easy 3d, per rendere la visione dei contenuti 3d confortevole. Poi il 3d Max: per spingersi oltre il limite delle tre dimensioni. 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/03/news/super_televisori-21169482/?rss

Windows 8 prende forma un solo Os per pc e mobile

mercoledì, settembre 21st, 2011


L’azienda mostra agli sviluppatori la nuova versione del sistema operativo. Una piattaforma sui cui convergeranno Pc e dispositivi di nuova generazione, basata sul tocco più che sul mouse e la tastiera. Arriverà nel 2012 di TIZIANO TONIUTTI

Windows 8 prende forma  un solo Os per pc e mobile

ANHEIM – Microsoft apre un po’ di più la finestra sulla prossima versione di Windows. Dopo le anticipazionidi qualche tempo fa, stavolta Redmond mostra la nuova creatura in maggior dettaglio, nell’occasione della conferenza “Build” riservata agli sviluppatori, per cui a breve verrà rilasciata una versione preliminare del sistema operativo, per iniziare a produrre applicazioni. La versione per gli utenti sarà disponibile entro il prossimo anno.

Ripensare Windows. Dal palco del keynote, il responsabile dello sviluppo Steven Sinosky ha illustrato la nuova filosofia di Windows, che parte dalla necessità di diventare una piattaforma globale. Non solo più il desktop del Pc dunque, ma un ambiente flessibile e adattabile su ogni dispositivo, ma non semplicemente declinato: Windows 8 punta a diventare un ecosistema pronto ad ospitare l’hardware, e non un semplice sistema operativo che deve adeguarsi a posteriori alle macchine che trova. E a coordinare le attività dell’utente su qualunque dispositivo decida di usare, con un unico ambiente, uno scambio di dati e documenti tra applicazioni compatibili, un’interfaccia visiva comune e un negozio di applicazioni dal concetto del tutto simile a quanto offerto dalla concorrenza. Un’idea di orizzonte comune che

i produttori di sistemi operativi abbracciano, nell’era del post-pc.

Toccare per credere. Un progetto ambizioso, supportato da una nuova interfaccia utente, “Metro-UI” che riprende aspetto e funzionalità dalla versione di Windows per smartphone e la amplifica per schermi e dispositivi più grandi e potenti. In questo senso, Windows 8 è una rivoluzione funzionale prima che estetica: il sistema è pensato e realizzato per ambienti “touch”, il vecchio desktop c’è ma non è in primo piano, anche se è possibile richiamarlo in qualunque momento. Ovviamente Windows 8 rimarrà compatibile con il software per Windows in circolazione, non sarà un “reset” completo della piattaforma. Le applicazioni per i “vecchi” Windows si comporteranno come sempre, anche se inevitabilmente appariranno un po’ antiche nel contesto del nuovo ambiente, rimarranno perfettamente funzionali. Ma Windows 8 osa più Windows 7, e l’idea di Redmond è conquistare nuove zone di espansione. L’ambiente Pc resterà un rifugio sicuro per l’os di Microsoft, una base solida per permettergli di tentare la conquista di terreni finora dominio di altri. Gli avversari di Windows stavolta non saranno MacOs o Linux, ma iOs e Android. E Microsoft dovrà adeguarsi al ritmo di rinnovamento e sviluppo degli ambienti operativi imposto dalla competizione tra Google e Apple.

 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/13/news/microsoft_svela_windows_8-21617456/?rss

Windows, Mac e Linux Ecco le interfacce del futuro

domenica, settembre 18th, 2011


SOFTWARE

Apps, web store, sempre online: così i nuovi sistemi operativi si preparano ad affrontare l’era “post-PC” di FRANCESCO CACCAVELLA

Windows, Mac e Linux Ecco le interfacce del futuro

MICROSOFT ha tolto ufficialmente i veli al futuro Windows 8, nato per ripensare lo stesso concetto di sistema operativo. La scelta del principale produttore di software di includervi due diverse interfacce, una derivata dal sistema operativo per smartphone e una “classica”, è il segnale inequivocabile che stiamo entrando in una nuova era dell’informatica personale, quella che Steve Jobs ha chiamato era “post-PC”.
 
Da quando Apple ha introdotto l’iPhone, ed ancor di più da quando ha creato quasi dal nulla un nuovo paradigma con il suo iPad, ci si è resi conto di quanto siano più coinvolgenti, naturali e semplici da usare gli ambienti nati per dispositivi di questo tipo. I vantaggi sono diversi: finestre più ampie, nessuno strumento di gestione dei file, software che si scaricano da un negozio online, salvataggi automatici, programmi sempre connessi al Web che aggiornano le informazioni dinamicamente. Per non parlare della naturalezza di usare ogni dispositivo solo con i gesti delle dita.
 
Il passaggio alle nuove interfacce è oramai consolidato e, prima di Microsoft, ha trovato posto sia su Mac sia su Linux. Lion, l’ultimo sistema operativo di Apple, ha integrato direttamente al suo interno diverse funzionalità sperimentate su iPad e iPhone. Un gran numero di comandi si eseguono semplicemente con i gesti delle mani, le applicazioni si scaricano e si installano dal Mac App Store con pochi clic e possono essere ordinate direttamente sul desktop come se fossero icone di un tablet. Anche su Linux il percorso è stato lo stesso. Unity, l’interfaccia utente progettata per l’ultima versione di Ubuntu, si spinge ancora più in là. Le applicazioni vengono raccolte in icone in una dash, una sorta di grande box dal quale è possibile lanciare programmi o navigare tra i file.  Scompare il menu “start” e tutto ciò di cui si ha bisogno, comprese le applicazioni per il Web come Twitter, sono ordinate lungo una barra laterale che permette di rendere libero il desktop da elementi poco utilizzati.
 
In Windows 8 troviamo adesso “Metro”: sostituisce al desktop che siamo abituati ad usare le tiles, piccole icone che sono sia punti di avvio delle applicazioni sia veri e propri box di contenuto che si aggiornano automaticamente quando ricevono nuovi dati da Internet. Nelle nuove interfacce il sistema operativo quasi scompare per lasciare posto a ciò che è più importante per l’utente: le applicazioni, i contenuti, le informazioni. Ci sarà sempre meno bisogno di salvare o aprire file navigandoli tre le cartelle perché ogni applicazione gestirà da sola i file creati e modificati; scomparirà il pulsante “start” e i desktop non saranno solo il punto da cui avviare i programmi ma diventeranno dinamici offrendo le informazioni più importanti recuperate direttamente da Internet; per scaricare nuove applicazioni si potrà fare affidamento ai vari store messi a punto dalle aziende con il vantaggio di poter selezionare i programmi anche in base alle valutazioni degli altri utenti.

I futuri sistemi operativi potranno essere utilizzati indistintamente sia su tablet, sia su un computer desktop. Windows 8, assicura Steven Sinofsky, a capo del progetto Windows, potrà essere usato con la sua nuova interfaccia sia con i tocchi delle dita, sia con mouse e tastiera. Le applicazioni che non useranno l’interfaccia stile tablet verranno invece eseguite come su Windows 7, ma potranno essere facilmente riscritte per utilizzare le nuove interazioni.

La scommessa più grande per tutti i produttori è di gestire la transizione verso le nuove interfacce nel modo più semplice possibile per l’utente. Apple da qualche tempo consente di scegliere se, all’acquisto di un nuovo Mac desktop, ricevere come dispositivo di gestione un mouse o un trackpad, simile a quello montato sui notebook, che può essere agganciato alla tastiera e permette di usare il sistema senza mouse, solo con i gesti delle dita. Microsoft ha depositato una serie di brevetti che coprono un set di nuovi gesti da usare nella gestione dei file: copiare, tagliare, incollare e così via. Aspettiamoci nel prossimo futuro un gran numero di nuovi gadget in grado di semplificare le attività di tutti i giorni.
 
Il successo dipenderà tuttavia da come questo nuovo modo di usare i dispositivi, siano essi Pc, tablet, desktop o telefoni, incontrerà i favori degli utenti. La vera e propria rivoluzione dei tablet e degli smartphone ha reso evidente che le persone apprezzano interfacce diverse, meno tagliate su paradigmi vecchi oramai di quasi trent’anni e più concentrate sulle attività quotidiane. Attività che oggi sono sempre più intrattenimento e tempo libero. E per queste attività le nuove interfacce che avremo nei computer del futuro sono un grande passo in avanti.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/13/news/nuove_interfacce-21621439/?rss

Aol e Yahoo si avvicinano fusione per sopravvivere?

mercoledì, settembre 14th, 2011


WEB

Dopo l’allontanamento di Carol Bartz dal vertice, l’azienda americana punta a farsi acquistare del motore di ricerca. Obbiettivo, competere con Google e Facebook. Ma ci sono differenze nelle dimensioni delle società e nei valori di mercato

Aol e Yahoo si avvicinano fusione per sopravvivere?

ROMA - Le recenti acquisizioni di Google fanno tremare il mercato del web e dei motori di ricerca. E dopo le prime manovre di avvicinamento lo scorso anno, ora l’amministratore delegato di Aol, Tim Armstrong, pianifica la fusione e ha dato mandato a dei consulenti esterni di esplorare le possibilità di combinare le due aziende internet. Lo scorso anno Carol Bartz, Ad di Yahoo! recentemente allontanata, aveva rifiutato le avance di Armstrong. Che appena ha visto aprirsi uno spiraglio, è tornato alla carica.

Il piano. Armstrong ha un’idea articolata: non è Aol che comprerebbe Yahoo!, ma quest’ultima che rileverebbe Aol, di fatto fondendo le due società. Armstrong sarebbe quindi Ceo di questo nuovo soggetto terzo. Secondo l’Ad di Aol, la nuova azienda risultante della fusione dovrebbe avere le dimensioni necessarie per tenere testa a Google e Facebook. Ma altre fonti hanno spiegato che Yahoo! probabilmente non è interessata, vista la differenza tra le dimensioni delle due società: Yahoo vale in borsa più di 18 miliardi di dollari mentre Aol vale solo 1,6 e perde soldi, dopo essere stata uno dei pionieri di internet con il nome di America Online.

Ma anche Yahoo!, che un tempo valeva 80 miliardi, ha perso la posizione che aveva prima dell’avvento di Google. E ha già rifiutato un’offerta, nel 2008, quando Microsoft aveva messo sul piatto più di 47 miliardi per comprarla. Soldi che

Redmond ha poi dirottato altrove, verso progetti con Nokia e Skype.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/11/news/aol_e_yahoo_si_avvicinano_fusione_per_sopravvivere_-21524527/?rss

Google plus one provided by Internet Tricks
sprintrade network