Archive for ottobre, 2011

Come Fare un Sito Su WordPress.com

domenica, ottobre 30th, 2011



Come fare un sito?  Questa è la domanda che molti utenti ci fanno; ecco una possibile risposta. Per farlo puoi fare affidamento sul sito di WordPress! WordPress infatti non è solo un famosissimo CMS per la gestione di siti internet, ma ti da anche la possibilità di avere un sito subito pronto per essere riempito di contenuti. Vediamo quindi in questo articolo come creare un sito con WordPress.

come fare un sito


La procedura non è molto difficile, anzi è rapida ed immediata, prima di tutto per iniziare la creazione del tuo sito devi accedere alla pagina principale di wordpress, che poi trovare qui.


Come Fare Un Sito: Iscrizione a WordPress

Vediamo come fare un sito utilizzando wordpress, il primo passo fa fare è ovviamente l’iscrtizione gratuita al sito.
Se guardi sul sito nella parte sinistra dello schermo apparira un bottone arancione con la dicitura Get Started Here. Per iniziare subito la procedura di creazione del sito ti basta premerlo per essere portato al passo successivo.



come fare un sito


Iserisci nei campi i dati che ti vengono richiesti nel form, la procedura che stai per avviare ti spieghera passo passo come fare un sito utilizzando questa piattaforma. Abbi cura di inserire corrattemente tutti i dati che ti vengono richiesti, che comprendono:

  • Blog Adress: L’indirizzo del sito tramite il quale sarà raggiungibile, otterrai cosi un dominio di secondo livello gratuito wordpress.com
  • User Name: che non è altro che il tuo nome utente, puoi sceglere quello che desideri, sempre se è disponibile, in caso contrario cercane un altro.
  • Password Confirm: Scegli una password e digitala due volte nei campi, il primo campo setta la password, il secondo verifica che la password che hai scelto sia effettivamente quella corretta.


come fare un sito


Ti sarà richiesto, per continuare la procedura, un altro importante dato, ovvero la tua E-mail. Inserisci una email valida e corretta, perche sarà proprio su quell’indirizzo che ricecverai una mail di conferma ed attivazione effettiva del sito


come fare un sito

Oltre all’indirizzo email, imposta in Blog Post Language, la lingua italiana, in questo modo impostarai che la lingua principale con la quale verranno scritti i contenuti sarà l’italiano. Fatto questo premi Sign up, per continuare la procedura di creazione del sito.

Attendi la mail di conferma, nella quale troverai un link da premere per confermare la tua volontà di aprire il sito. Con quel clic verrai direttamente portato all’interno, o meglio dietro le quinte del tuo nuovo sito, ovvero la cosi detta backend di wordpress. Con questo ultimo passo, la procedura che ti spiega come fare un sito con wordpress è pressochè terminata. Dovrai ora riempire di contenuti il tuo nuovo sito.


come fare un sito


E’ da questa schermata che nascono tutti gli articoli, i menù e la grafica del tuo sito. Questa sezione sarà ovviamente visibile solo da te e nessun’altro, a meno che tu non nomini altri amministratori insieme a te.

Se questa è la parte nascosta del sito, vediamo adesso come si presenta la “facciata” ovvero il sito come viene visto da tutti gli altri.


come fare un sito - template


Questo è uno dei tantissimi temi per il tuo sito, il primo viene scelto casualmente dal sistema, ma puoi sempre cambiarlo in un secondo utilizzando il menù apposito presente nella backend. Oltre a questo puoi scegliere quali widget visualizzare, creare menù ecc.

In questa fase saresti gia pronto per inserire i tuoi contenuti all’interno del tuo nuovo sito. Arrivati a questo punto avrai sicuramente voglia di personalizzarlo un po. Vediamo quindi come fare un sito con la grafica personalizzata usando WordPress.

Come Fare un Sito: Personalizzare Un Sito WordPress

Ora che lo scheletro del tuo sito è pronto, devi ora mettere una “pelle” al tuo sito, scegliendo e modificando uno dei temi wordpress che sono inculsi e gia pre installati nel CMS. Per accedere alla sezione temi,  devi premere la voce  Aspetto e poi Temi.


come fare un sito - gestione articoli


Sulla parte destra dello schermo appariranno vari temi, e per vederne altri basta cliccare sul tasto posto in basso aggiorna. Quando trovi un tema di tuo gradimento premi il tasto Attiva, per applicarlo.

Quando il tema è stato applicato, potrei cambiare alcune sue caratteristiche.

Scegliendo questa volta la voce Sfondo, sempre dallo stesso menu che vedi nell’immagine precedente, puoi cambiare lo sfondo predefinito del tema, con uno a tua scelta, caricandolo dal tuo hard disk.


come fare un sito - modifica sfondo


Utilizzando il tasto Sfoglia, puoi selezionare una immagine dall’Hard disk per utilizzarla come sfondo, altre impostazioni ti permettono anche di cambiare gli schemi di colore, ed anche l’immagine Header, queste possibilità variano a seconda del tipo di tema scelto.


come fare un sito


Ora che hai impostato anche la pelle del tuo sito, devi riempirlo di contenuti ed articoli, per farlo entra in backend ed inizia ad editare i tuoi articoli premendo su  Articoli e Aggiungi nuovo.

Spero che questa guida ti sia utile e che ti abbia aitutato a realizzare il tuo sito web, abbiamo scelto questa piattaforma perche è la piu semplice ed immediata da utilizzare anche per gli utenti meno esperti. Come hai visto nella guida creando un sito web gratuito con wordpress, otterai un dominio di secondo livello. Potrai sempre ed in qualunque momento acquistare un vero dominio di primo livello, ed avere tantissime altre features in più attivate.

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Article source: http://www.costruireweb.it/come-fare-un-sito-su-wp_20110901.htm

Galaxy Note, il giusto mix tra smartphone e tablet

venerdì, ottobre 28th, 2011

Qualcuno lo chiama “phablet”, unendo il termine phone a quello della “tavoletta”. Una via inedita: schermo da 5 pollici, funzioni touchscreen avanzate, ma maneggevolezza simile a quella di un telefonino. Infatti, al contrario dei “fratelli maggiori”, può telefonare 

di ERNESTO ASSANTE

Galaxy Note, il giusto mix tra smartphone e tablet 

Smartphone o tablet? Fno a poco fa la domanda non si poneva nemmeno, lo smartphone serviva per molte attività, ma faceva una cosa che il tablet non sapeva fare per bene, ovvero telefonare, e il tablet faceva tutto quello che anche lo smartphone era in grado di fare, ma anche molto di più. Chi voleva avere tutto in mobilità, le capacità di un computer e le possibilità di comunicazione di un telefono, doveva portarsi dietro due device diversi.

Ora arriva il “phablet”, ovvero la più interessante scommessa di Samsung, un mix tra smartphone e tablet che si chiama Galaxy Note. Di incroci tra tablet e smartphone il mercato ne ha proposti diversi negli ultimi tempi, Samsung aveva addirittura aperto la strada con il suo primo tablet di nuova generazione, il piccolo Galaxy Tab, ma nessuno era riuscito a realizzare un prodotto davvero convincente e soprattutto, originale. Il Note, invece, è entrambe le cose: convincente, perché la macchina ha caratteristiche tecniche e funzionali che la pongono davvero all’incrocio tra tablet e smartphone, originale perché invece di inseguire Apple sulla strada aperta da iPhone e iPad, prova a indicare una via inedita, scommette su qualcosa di diverso per convincere i consumatori.

E le “diversità” principali sono due. La prima è meramente tecnica, ovvero uno schermo da cinque pollici che lo fa assomigliare ancora a uno smartphone, ma con dimensioni tali da poter garantire alcune essenziali caratteristiche dei tablet. La seconda è

si altrettanto tecnica, ma sottintende una “filosofia” del tutto nuova: il Note, come indica il nome stesso, è una sorta di grande bloc notes digitale che può essere gestito con una piccola penna, che consente di scrivere sullo schermo, di disegnare a mano libera, di prendere appunti o fare annotazioni pressoché ovunque.

“La gente vuole fare di piu con i propri device”, dice JK Shin, presidente di Samsung Mobile, “il Galaxy Note è la risposta, consente di fare molto di piu con diversi modi di imput”.  Ed è proprio questo il punto: il Note accetta input da tastiera, sia quella virtuale sullo schermo, ovviamente più ampia e gestibile di quella degli altri smartphone, sia quella esterna che può essere collegata via bluetooth; accetta quindi tutti i comandi via touch screen, e consente scrittura e annotazione a mano con l’uso della nuova S Pen. Con la penna si scrive, si disegna, si possono ritagliare immagini da qualsiasi fonte e incollarle su messaggi, documenti o altro ancora, la macchina consente di integrare mail e persentazioni, creare disegni e storie mescolando foto, video, testi e disegni,  si può persino scrivere sopra le fotografie.

Di base assomiglia a un palmare del passato, in sostanza è una scommessa sul futuro. Così come l’iPhone 4S propone Siri, ovvero l’inizio di un era in cui la nostra relazione con le macchine non sarà più legata a tastiere o touch ma alla voce, così Samsung, con la S Pen, ci dice che l’era del touch e delle tastiere prima o poi finirà e che per avere una flessibilità maggiore, per consentire alla macchina di fare più cose che in passato, bisogna cambiare e guardare oltre. E cos’è che la rivoluzione digitale non ha ancora mandato in pensione? La penna, che noi tutti ancora quotidianamente usiamo. Ma in un’era “paperless” come la nostra, c’è probabilmente spazio per una penna digitale di nuova concezione. E qui arrivano la S Pen e il nuovo Galaxy Note.

La mossa di Samsung è ineterssantissima e foriera di molte altre sorprese, non appena il kit per gli sviluppatori sarà disponibile vedremo certamente fiorire una grande quantità di applicazioni basata sulla nuova penna e vedremo quali saranno le reali potenzialità di questo nuovo strumento. Ma già ora, è evidente il fatto che Samsung non vuole più giocare la partita della comunicazione digitale con le regole stabilite dalla Apple e che cerca, con nuove idee, di aprire spazi di mercato nuovi, per raggiungere soprattutto quelli che, fino ad oggi, non sono stati convinti dai device che già sono in scena.

Mentre con il piccolo Galaxy Tab era evidente che la scelta di differenziarsi dall’iPad avrebbe chiesto altro che la semplice riduzione delle dimensioni, nel caso del Note è il cambio di filosofia ad essere interessante, con una macchina che non è solo smartphone, non è solo un palmare, ed ha molto in comune con un piccolo tablet. La data di arrivo in Italia per il Galaxy Note è il 10 novembre, in tempo per la grande sfida di Natale, che Samsung gioca anche con il nuovo Nexus, il nuovo telefono targato Google che, unica macchina sul mercato, ha il nuovo sistema operativo Android, l’attesissimo Ice Cream Sandwich.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/28/news/galaxy_note_il_giusto_mix_tra_smartphone_e_tablet-24031126/?rss

"I nuovi motori di ricerca? Uniranno il reale e il virtuale"

lunedì, ottobre 24th, 2011

L’INTERVISTA

Parla Massimo Marchiori, inventore dell’algoritmo di Google. Il giovane matematico riceve domani a Verona il premio Masi per la Civiltà Veneta. “Cervello di rientro”, dal Mit di Boston è tornato ad insegnare a Padova. E studia nuovi software, sempre più vicini all’uomo dI ALESSIA MANFREDI

I nuovi motori di ricerca?  Uniranno il reale e il virtualeMassimo Marchiori

HA INVENTATO l’algoritmo di Google e lo ha regalato a Larry Page e Sergey Brin, che lo hanno trasformato in un colosso planetario. Se ne è stato in giro per il mondo a fare ricerca: giusto per dare un’idea è autore del P3P, standard mondiale della privacy sul web, è tra gli ideatori del Web Ontology Language (OWL) standard mondiale per il ragionamento sul web, ed è l’unico italiano ammesso nel board del W3C, il consorzio diretto da quel tale Tim Berners Lee, che definisce gli standard di sviluppo di Internet. Massimo Marchiori, classe 1970, è stato un cervello in fuga doc, che ha scelto però il percorso inverso tornando in Italia, nel suo Veneto. Dove ora è professore associato all’università di Padova, la stessa dove nel ’95, da studente di dottorato creò nello scetticismo generale Hyper Search, motore di ricerca di nuova concezione di cui si invaghì Larry Page. La sua “evoluzione” si chiama Page Rank, il cuore di Google. Il resto è storia del web.

Parabola illuminante e in controtendenza quella del giovane matematico ed informatico di formazione tutta italiana, arrivato al successo fuori dal suo paese  – qui non aveva vinto neppure un concorso da ricercatore – che ha lasciato l’eldorado per riportare il suo talento in patria. Senza rimpianti, rimboccandosi le maniche. “E’ il mio paese. Sono tornato per dare il mio contributo, per trasmettere entusiasmo alle nuove generazioni e anche perché nessuno qui insegnava il web”, racconta al telefono.

Domani a Verona riceverà il Premio Masi per la Civiltà Veneta, riconoscimento che premia giovani talenti internazionali in diversi campi, che in questa edizione condivide con l’attore Giuseppe Battiston e Arrigo Cipriani, patron dell’Harry’s Bar.

Professore, in principio fu Hyper Search.
“Era il 1995, praticamente un’era geologica fa, parlando di Internet. L’ho sviluppato e implementato nei sotterranei dell’università, usando l’unico computer che era a disposizione degli studenti di dottorato. All’epoca nessuno ci capiva granché e anche quelli che usavano il motore di ricerca erano pochissimi. Ma era una cosa nuova, non si fermava al contenuto della singola pagina ma teneva conto dei collegamenti della pagina con il resto del web. A cosa serve? mi chiedevano. Anche per i docenti era un giochino, una stupidata. Allora anche i corsi di web si contavano sulle dita di una mano, c’era molto snobismo e il rifiuto a mettersi in gioco”.

Alla faccia del giochino..
“Poi l’ho presentato alla Conferenza mondiale del world wide web in California, a Santa Clara. C’erano parecchi nomi grossi e fra il pubblico c’era anche Larry Page, all’epoca studente come me ma a Stanford. Capì subito che Hyper Search batteva tutti i motori di ricerca dell’epoca. Rimase folgorato: dopo la conferenza venne a parlarmi, passammo un sacco di tempo insieme. Alla fine mi disse: torno a Stanford e cerco di farci un motore di ricerca su larga scala”.

E da lì nacque Google.
“Esatto”.

Non le dispiace non averci lavorato insieme a loro? Parliamo di un motore di ricerca che vale 143 miliardi di dollari.
“Page e Brin hanno sempre riconosciuto l’origine dell’idea, mi hanno sempre citato e ne sono contento. All’epoca era solo un motore di ricerca e non mi interessava granché rifinire il progetto. C’erano tante altre cose da fare, per me quella era una cosa conclusa, volevo fare altro”.

Lei ha lavorato in Olanda, poi al Massachusetts Institute of Technology, tempio della ricerca tecnologica. Però ha deciso di tornare indietro.
“Il primo lavoro l’ho avuto in Olanda quando ancora non ero laureato. A Padova ho fatto poi il giro dei concorsi ma non ne ho vinto nemmeno uno. Sono stato in America ma ho deciso di tornare qui, mantenendo però la doppia affiliazione con il Mit. Prima come ricercatore a Ca’ Foscari a Venezia, poi come professore associato a Padova”.

Perché un cervello come il suo ritorna?
“Intanto dal punto di vista della ricerca non ho perso nulla. Per quello su cui lavoro, il fatto che io sia qui o a Boston è irrilevante. Ci si parla via internet, usare il web è la cosa più facile. Ed ho conservato le mie collaborazioni internazionali. Certo, sono passato da 10mila dollari al mese a 2.000 euro – erano 970 da ricercatore – ma nella mia scala di valori i soldi hanno un posto molto basso, mi basta avere quelli giusti per vivere bene. L’Italia è il mio Paese, è casa mia, sono tornato per dare il mio contributo didattico. Piuttosto che insegnare in America, dove i ragazzi sono molto coccolati e hanno già tutto, ho preferito tornare qui. Anche oggi quelli che insegnano web e internet in Italia si contano sulle dita di una mano, sono poche le persone che possono trasmettere qualcosa alle nuove generazioni”.

A giudicare dal fan club che le hanno dedicato i suoi studenti, apprezzano.
“E’ una delle cose più belle, i ragazzi capiscono l’impegno, è quello il riconoscimento migliore”.

Pensa mai a riandare all’estero?
“Di offerte ne ricevo in continuazione. E non è che non veda le cose che non vanno qui. Ma o ti rimbocchi le maniche oppure dici che la situazione è troppo difficile e scegli di andartene. Certo che qui devo fare più fatica per la ricerca, nessuno mi dà una mano, nessuno mi sgrava della burocrazia. E capisco i colleghi che fanno una scelta diversa. Diciamo che finora resisto”.

Com’è il suo rapporto col suo ‘figlioccio’ Google?

“E’ il motore che uso anch’io, e apprezzo che ci sia una continua innovazione, una notevole vitalità. Non è più solo motore ma anche tante altre cose. Quello che non mi piace è l’aspetto business. La pubblicità su Internet comporta che si facciano dossier sulle persone, e questo non mi va. Ma è un aspetto che non è solo di Google, ma anche degli altri motori”.

Dove sta andando la rete?
“Ora nelle mie ricerche mi occupo di motori in senso più lato. Da tempo siamo fermi ad una modalità ‘oracolo di Delfi’: fai una domanda mettendo qualche parola e il motore dà una risposta, quella che considera giusta. Stop. Nella vita reale non funziona così, c’è interazione. All’inizio l’uomo si adatta alla tecnologia, poi è il contrario, la tecnologia si adatta all’uomo. E’ questo è il progresso”.

Il cosiddetto web intelligente?

“Il motore di ricerca deve essere di assistenza all’uomo. Dev’essere un canale a due vie, invece che a monosillabi come è ora. Una sorta di dialogo socratico, maieutico in cui alla fine si arriva alla soluzione corretta. Ci vuole tempo, però, e tanta potenza di calcolo. Funzionerà quando si potranno raggiungere i risultati nei tempi del web, cui siamo abituati: qualche frazione di secondo”.  

L’aspetto sociale del web è il futuro?
“E’ l’altro versante su cui sto lavorando, la socialità delle reti. Siamo ancora in una fase preistorica nel cogliere l’estensione della nostra società nella rete, agli albori nel capire come funzioniamo sul web, ma è in quella direzione che stiamo andando sempre di più. Ora ci sono due parti distinte: da un lato l’enorme bagaglio di conoscenze del web, una sorta di enorme libreria. Dall’altra le persone. Un po’ come dire Google versus Facebook, divisi. In futuro questa distinzione non ci sarà più. Ci sono già timidi tentativi di unione fra mondo reale e virtuale, come quando ad esempio vado in un museo e appare sul mio profilo social dove sono. Ecco, andiamo verso la convergenza di questi due mondi. In futuro, la distinzione fra questi due aspetti sarà sempre più sfumata”.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/23/news/marchiori_inventore_algoritmo_google-22111938/?rss

Come Scaricare Musica Da Youtube Gratuitamente e Velocemente

mercoledì, ottobre 19th, 2011



Come Scaricare Musica da Youtube? Sono sicuro che questa è una domanda che ti sei posto tantissime volte. Navigando su Youtube, ti sarà spesso successo di trovare dei video musicali, o addirittura video con un solo frame, che contenevano tutta la canzone che magari cercavi fa tanto.

come scaricare musica da youtube

Scaricare musica da Youtube è possibile, ed è anche molto facile. Ora ti spiegherò come scaricare musica da Youtube in pochi semplici passi.

Come Scaricare Musca Da Youtube: Metodo 1

Questo primo metodo ti consente di scaricaremusica da youtube, utilizzando l’addon fi Firefox Download Helper ed un programma di editin video per il salvataggio della sola traccia audio del video.

La prima cosa da fare ovviamente è quella di andare a cercare un video youtube che contiene la canzone che vorresti scaricare.

Puoi trovare due tipi di video:

  1. Video con un solo frame fisso con tutta la canzone intera: In questo caso è stato montato un semplice video con una immagine per tutta la durata di tutto il flusso audio caricando direttamente L’mp3 dela canzone
  2. Video musicali presi ad esempio da MTV ecc.

Ma tutti i video in fondo vanno bene per estrarne la musica, ma i migliori sono sicuramente quelli che hanno gia all’interno il file mp3 (e sono anche quelli con la qualità migliore)

Vediamo ora Come scaricare musica da Youtube, una volta localizzato il video di nostro interesse con un esempio pratico:

Come scaricare musica da Yutube: Cosa scaricare

Prima di tutto hai bisogno di un software che sia in grado di scaricare sul tuo computer un video Youtube, Ti consiglio Download Helper, è il piu semplice da utilizzare. Scaricalo qui

come scaricare musica da youtube

Questo è un addon per Firefox, non funziona con altri Browser, quindi ti consiglio, se vuoi scaricare musica da youtube, ti utilizzare questo Browser. Una volta installato, quando sarai su youtube appariranno 3 palline, vicino al titolo del video, che inizieranno a girare quando farai partire la riproduzione.

come scaricare musica da youtube

Quando sulle tue pagine Youtube appariranno questi pallini sei pronto ad iniziare.

Come Scaricare Musica Da Youtube: Esempio Pratico

Andiamo su youtube e cerchiamo una canozne o un artista, n questo caso ho scritto Lady Gaga, e come vedi è apparsa una sorta di playlist, con i titoli delle sue canzoni.

come scaricare musica da youtube

Fai partire un video (io ad esempio ho scelto Bad Romance) e noterai che appena parte la riproduzione la palline inizieranno a girare, premi sulle palline e seleziona Download.

come scaricare musica da youtube

Il file del video verra automaticamente scaricato sul tuo computer, e potrai, con un qualsiasi programma di editing video, estrapolarne soltanto l’audio e salvarlo in Mp3.

Ti consiglio di utilizzare MPEG StreamClip, che puoi scaricare qui e salvare solamente la parte audio del video. Per farlo Seleziona Esporta Audio ed imposta Mp3 com estensione di salvataggio.

come scaricare musica da youtube

In pochi semplici passi ecco il tuo File Mp3 Scaricato da youtube!

Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 2

Un secondo metodo per scaricare musica da youtube, è sicuramente uno dei piu semplici. Ti basterà infatti conoscere solo l’indirizzo del video che ti interessa e utilizzare un servizio web molto semplice e veloce. Vediamo quindi come scaricare musica da youtube con questo secondo metodo.

La prima cosa da fare è andare su youtube e copiare l’indirizzo del video. In alcuni casi non c’è il link diretto ma un link più lungo, stai attento a copiare solo la parte di link che precede il in questo modo.


scaricare musica da youtube


Una volta copiato il link devi andare sul sito web VidtoMp3 nel quale potrai copiare il link e scaricare il file Mp3, vediamo come scaricare musica da youtube con questo sito.

Come Scaricare Musica Da Youtube Usando Vidt0Mp3

come scaricare musica da youtube

Questo sito ti permette di scaricare l’audio di un video Youtube semplicemente incollando il link relativo in questo spazio.

come scaricare musica da youtubePuoi selezionare anche il tipo di qualità del file audio, scegliendo tra Standard Quality o High Quality. Una volta incollato il link del video youtube dal quale scaricarne l’audio, premi su Download.

Aspetta qualche secondo che il file venga elaborato e premi sul nuovo bottone Download Mp3 che appare, per scaricare il tuo file.

 

come scaricare musica da youtube

Non farti ingannare dai vari bottoni Download che compaiono, premi solo quello indicato dalla freccia qui sopra per scaricare il file Mp3.

 

Come Scaricare Musica Da Youtube : Metodo 3

Se nessuno dei metodi precedenti ha funzionato, hai una terza opzione per scaricare musica da Youtube. Esiste un altro sito che ha funzioni pressoche simili a quelle di VidtoMp3, ovvero listentoyoutube.

come scaricare musica da youtube

Anche non devi fare altro che incollare nello spazio il link del video e premere GO, per avviare l’elaborazione e scaricare il file usando il bottone Download Mp3.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 4

Un altro metodo per scaricare musica da youtube è quello di usare un addon per Google Chrome molto interessante. Puoi scaricare l’addon Youtube Mp3 cliccando il link.

scaricare musica da youtube


Una volta scaricato e installato l’addon, quando sarai su youtube apparira nella barra dgli indirizzi un bottoncino MP3,


scaricare musica da youtube

Premendo il bottone si aprirà un sito che inizieràautomaticamente la procededura di Download Mp3 dopo averlo elvaboratro premi su Download Mp3, per scaricare il file.

come scaricare musica da youtube

Premuto il tasto Download scaricherai il file sul tuo computer in pochi minuti.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 5

Un altro metodo che puoi utilizzare per scaricare musica da youtube è quella di utlizzare Songr

come scaricare musica da youtube songr


Questo piccolo software ti consente di ricercare e scaricare musica sia da youtube che da altre fonti. Funzione molto interessante di Songr quella di poter selezionare la voce Scarica da YouTube.

Anche in questo caso dovrai incollare all’interno della finestra che comprarirà, il link del video dal quale prendere la traccia audio e trasformarla in Mp3 usando la spunta alla voce File audio Mp3.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 6

Passiamo ad un altro metodo per scaricare musica da youtube ovvero quello di utilizzare il sito clip.dj grazie al quale potrai ricercare come se fossi su youtube un video, ed estrapolarne direttamente l’audio utilizzando il tasto Download Mp3

come scaricare musica da youtube con clip dj

Per utilizzare Clip.dj, ricerca un video sulla home page principale del sito. Compariranno tutti i video inerenti alla ricerca che hai fatto.

Premi il tasto Download, iniziera così una brevissima elaborazione, che farà comparire sulla parte destra del sito, una nuova serie di bottoni.

scaricare musica da youtube

Ecco cosa puoi fare a questo punto:

  • Play Mp3: Ascoltare il file mp3 direttamente online
  • Watch Video: guardare il video come se fossi su youtube
  • Download Mp3: Scaricare il file Mp3 sul tuo computer
  • Download Video: Scaricare il video sul tuo computer

Ovvamente se vuoi scaricare l’mp3 del video, premi su Download Mp3 ed il gioco è fatto.

Questi sono alcuni dei modi che si possono utilizzare per scaricare musica da youtube, ricordati che comunque la qualità dei file non sarà mai equiparabile a quella di un CD quindi ti consiglio, per goderti la vera musica di acquistare sempre le tue tracce audio, da Itunes o CD.

Spero che questo articolo ti sia stato utile e non dimenticare di condividerlo con i tuoi amici su Facebook, Twitter e Google+

Article source: http://www.costruireweb.it/come-scaricare-musica-da-youtube_20111006.htm

Si può guadagnare mezzo milione di dollari con Adsense in pochi mesi?

venerdì, ottobre 14th, 2011

A quanto pare “qualcuno” è riuscito a guadagnare una cifra davvero enorme con AdSense in pochi mesi, ma sinceramente non so ancora dirti come ci sia riuscito. Sono però molto curioso di scoprirlo! Anche tu? Tra qualche settimana, precisamente il 28 ottobre, Enrico Madrigrano racconterà una case history che ha come risultato proprio quello descritto nel titolo di questo articolo: mezzo milione di dollari guadagnati in 9 mesi (in realtà la maggior parte sono stati ottenuti in meno di 3 mesi). C’è da dire che questo racconto costituisce solo una piccola parte dell’intero evento… (continua…)

Article source: http://feedproxy.google.com/~r/alverdenet/~3/2B6nDZOGwEM/

Scrivere contenuti per il web efficaci

mercoledì, ottobre 12th, 2011

 


 

 

Oggi più che mai stanno acquisendo una notevole importanza i contenuti per il web. Davanti ad una scelta innumerevole di fonti, di aziende, di risorse, cosa ci fa preferire rispetto ad un nostro concorrente? Sicuramente il contenuto del testo del nostro sito e come questo è stato redatto.

 

Osservando i più comuni comportamenti dei navigatori, si è evinto che ciò che vanno cercando nella rete sono i contenuti. Una visita ad una pagina web ha sempre un fine, che è quello di reperire informazioni utili a quella che è l’esigenza del navigatore il quel momento. E le informazioni sono perlopiù contenute nei testi. La qualità dei testi messi in rete diventa molto importante quando parliamo di un sito aziendale perché solo da questo il fruitore della rete può percepirne i valori e la serietà. Se ciò che è riportato nel nostro testo non è scritto in maniera corretta o è approssimativo non risulterà di certo appetibile e quindi verrà preferito un’altro sito rispetto al nostro.

 

Allora come si possono scrivere contenuti per il web che siano appetibili per i nostri lettori? Prima di tutto i contenuti per il web devono essere grammaticalmente corretti ed originali: è sconveniente copiare da altri siti e se lo si fa è dovere citare le fonti dalle quali si ha attinto. Per quanto si può è bene coinvolgere il nostro lettore con argomenti interessanti e sempre aggiornati: è inutile scrivere un articolo su quanto sia importante per un’azienda avere una pagina web se ormai è una cosa risaputa. Risulterà sicuramente più interessante trattare un argomento come può essere quello di scrivere contenuti per il web, che oggi desta maggiore interesse.

 

 

Scrivere per il web non è come scrivere per la carta stampata. Ci sono delle semplici regole da seguire se si vogliono ottenere dei buoni contenuti per il web: prima di tutto bisogna essere più concisi, scrivendo solo le informazioni che riteniamo necessarie e pertinenti. Poi tenere in considerazione che un testo concepito per il web non sempre è lineare, anzi è strutturato permettendo al lettore di approfondire o meno alcune tematiche. Un testo così strutturato è detto ipertesto. Un ipertesto presenta dei link su parole che portano ad approfondire argomenti correlati alla parola stessa. Questo concede libertà all’utente di spaziare e di informarsi solo sulle tematiche che maggiormente lo interessano.

 

Il linguaggio che utilizzeremo sarà sempre improntato sulla semplicità: niente strutture lessicali o termini troppo complessi. Inoltre quando si può, dare del tu al nostro lettore è sempre un modo per farlo sentire più vicino a noi, nostro complice (un pò come sto facendo io con voi!) e anche un moderato umorismo può agevolare questa operazione.

 

 

La maggior parte degli utenti non legge una pagina web per intero (e chissà se tu mi stai ancora seguendo!) ma si limita a cogliere qualche frase qua e là, di solito i titoli, messi in risalto da un corpo del testo differente dal resto del contenuto. Detto questo è di primaria importanza catturare l’attenzione del visitatore: se questo non avviene nei primi 30 secondi dal caricamento della pagina, possiamo considerarlo perso.

 

La fruizione delle pagine web è dettata da un ritmo molto veloce: navigando si è abituati ad ottenere le informazioni che si cercano in tempi brevissimi. Bisogna tener conto anche che i tempi di lettura sullo schermo sono più lenti e che la vista si affatica di più che leggendo sulla carta stampata. A questo fine, è buona norma “disseminare” il nostro testo di segnali che catturino l’attenzione e consentano una lettura frammentaria: sottolineatura, grassetto e divisione in paragrafi può notevolmente agevolare questa operazione.

 

I contenuti dovranno essere ben distribuiti all’interno della pagina. Un testo troppo compatto non risulta ben leggibile: meglio meno contenuti, ma ben formattati. Allo stesso modo anche l’eccessivo spazio bianco disorienta il lettore. Il giusto compromesso tra testo e spazi, senza sottolineature (che potrebbero essere interpretate dal comune utente come link) è il modo migliore per redarre dal punto di vista grafico il nostro testo. IL MAIUSCOLO E’ BENE RISERVARLO AI SOLI TITOLI PERCHE’, COME POTRAI NOTARE DA QUESTO TESTO, RALLENTA MOLTO LA LETTURA ED E’ DI DIFFICILE COMPRENSIONE. Quindi testi brevi, chiari e ben formattati faranno il successo dei tuoi contenuti per il web!

 


Fan delusi, ma è una svolta

lunedì, ottobre 10th, 2011

L’ANALISI

di ERNESTO ASSANTE

Fan delusi, ma è una svoltaTim Cook presenta il nuovo iPhone 4S (afp)

Nuovo? A giudicare dal nome, 4S e dall’aspetto no. È un vecchio iPhone al quale è stato rifatto il trucco, con un processore migliore, una video-fotocamera in grado di competere con le macchine specifiche, e un nuovo sistema operativo che fa un sacco di cose interessanti, quello che basta alla Apple per mantenere la supremazia, ma nulla di più. Poi, però se a tutto questo aggiungiamo iCloud lo scenario cambia e non tutto è esattamente come sembra. E se come ciliegina sulla torta mettiamo la “Personal intelligent assistant” il quadro si fa decisamente più chiaro, così come il messaggio.

Non è la macchina ad essere importante, la rivoluziome è altrove. Ed è in un sistema che, per la prima volta, si propone a noi in maniera completa come una alternativa a tutto quello che fino ad oggi abbiamo conosciuto e considerato come assodato. Il cloud significa vivere senza supporti e poter utilizzare anche un piccolissimo oggetto come uno smartphone al posto del dvd o della console per i videogame sotto al televisore. E Siri, l’assistente intelligente, ci dice anche che stiamo entrando in un mondo senza tastiere, nemmeno quelle virtuali alle quali da pochissimo, con smartphone e tablet, ci eravamo abituati. Il mondo post-pc non ha nulla di fisico, non ci sono tastiere e supporti, non ci sono dischi, libri, giornali o dvd. E tra poco non avremo nemmeno bisogno di un motore di ricerca tradizionale, perché il nostro piccolo smartphone sarà in grado, è già in grado, di ascoltare

le nostre domande e cercare per noi le risposte, come abbiamo visto in centinaia di film di fantascienza. Siamo all’inizio, l’assistente parla solo tre lingue, inglese, francese e tedesco, e non è detto che capisca davvero tutto al primo colpo. Ma se pensiamo a com’erano i telefoni cellulari solo una decina di anni fa è facile scommetere su un rapido miglioramento del software.

Un semplice gadget, un giochino per bambini? È davvero motivata la “delusione” che in molti nei primi momenti manifestano, e che i mercati segnalano? Vorrei andare controcorrente e dire che la delusione è immotivata e prendermi il rischio di affermare, apertamente, che la presentazione che la Apple ha fatto a Cupertino è una di quelle che cambiano le regole del gioco, portando la Apple sul terreno dell’innovazione non tanto sulla macchina ma sulla filosofia di fondo. La macchina non può essere migliorata di molto, anche se fosse arrivato un iPhone 5 non sarebbe stato, tecnicamente parlando, molto migliore di questo.

Certo, poteva essere più cool, poteva avere uno schermo più grande, poteva… ma non sarebbe neanche in quel caso cambiato gran che. Perché la novità è più grande di un semplice look-and-feel, di una semplice funzione in più. La novità è che il nuovo “sistema Apple” ci invita ad entrare in un mondo che non è quello dei computer, dei motori di ricerca, di Internet che abbiamo fino ad oggi frequentato con soddifazione, e ci spinge a guardare oltre. Verso un sistema integrato che attraverso ogni macchina, con la quale saremo in grado di dialogare parlando con il nostro linguaggio, ci offrirà contenuti e ci darà modo di produrne, condividendoli con gli altri.

Apple prova a stabilire uno standard per la comunicazione del nuovo millennio. E se ci riuscirà, se riuscirà a convincere che questa è la strada del futuro, sarà difficile superarla.
 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/04/news/fan_delusi_ma_una_svolta-22707510/?rss

CheckUp del sito gratis

sabato, ottobre 8th, 2011


 

 

 

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Apple, incognita dopo Jobs "Ha lasciato idee per 4 anni"

venerdì, ottobre 7th, 2011

ADDIO STEVE

A due giorni dalla morte del geniale fondatore dell’azienda madre del Mac e della linea con i (dall’iPod all’iPad), i mercati e gli analisti si chiedono cosa succederà. Il Times: “Pronti nuovi apparecchi per almeno quattro anni”. E una nuova stella appare sulla Walk of Fame

Apple, incognita dopo Jobs Ha lasciato idee per 4 anni (lapresse)

“E ADESSO?” La chiave è tutta qui, in questa domanda. Steve Jobs è morto, il mondo lo ricorda incessantemente da quasi 48 ore ma qualcuno ora comincia a guardare avanti. A un futuro senza “il visionario” fondatore di Apple, creatore dell’iTutto: il lettore mp3, il melafonino, il tablet. E il padre – insieme all’altro Steve, Wozniak – dei moderni personal computer. 

ADDIO A STEVE JOBS: LO SPECIALE

La reazione dei mercati è stata composta: il titolo in borsa ha avuto solo una leggera flessione, segno che i trader erano pronti a questo momento e sono fiduciosi che – almeno nel breve periodo – Apple rimarrà leader nel suo settore. Ma qui, per Tim Cook, nuovo Ceo dell’azienda, inizia la parte più difficile. Il lancio dell’iPhone 4s, il primo prodotto già considerato post-Jobs, introduce interessanti novità ma non ha ottenuto il plauso unanime dei fan della mela. Viene da chiedersi che impatto avrebbe avuto Siri, l’assistente parlante del nuovo cellulare, se solo fosse stato lanciato durante un keynote di Steve.

VIDEORITRATTO Jobs, l’uomo che visse tre volte

“La scomparsa di Jobs – spiega Lance Strate, professore di Comunicazione e media alla Fordham University di New York – metterà più pressione sui dirigenti Apple per il lancio dei nuovi prodotti. Difficilmente Cook sarà considerato responsabile se le prossime release non saranno all’altezza delle aspettative, ma tutti sottolineeranno come manchi il genio di Steve Jobs”. Ma il futuro non è grigio: “Nonostante i sali e scendi del mercato, il settore tecnologico è vitale – chiosa Strate – la gente taglierà sulla benzina prima di tagliare su computer, smartphone e tablet”.

Ma non tutti la pensano così: “Apple senza Steve Jobs non è nulla”, spiegava poco tempo fa con durezza forse eccessiva l’analista statunitense Trip Chowdhry. “Puoi insegnare alle persone a essere efficienti, pagare consulenti, ma solo Dio crea l’innovazione”. E il San Francisco Chronicle sottolinea come con il tempo si alzeranno sempre più voci contro Jobs, che metteranno in una luce diversa le innovazioni che sono nel tempo diventate il suo secondo volto. “Chiedete però in giro – scrive il giornale – quanti di quelli che conoscete hanno almeno un device targato Cupertino. E chiedetegli cosa ne pensano. La risposta sarà sempre la stessa: ‘Lo adoro”.

E poi c’è il tesoretto, di cui scrive oggi il quotidiano britannico Times: Steve Jobs avrebbe lasciato quattro anni di prodotti già pronti. Secondo Times, infatti, Jobs in persona avrebbe confidato ad alcuni colleghi che una serie di nuovi prodotti riposa nei forzieri di Cupertino. Le voci vogliono che versioni base dei futuri ‘miracoli’ della Apple fossero pronti con anni di anticipo. E l’iPhone 5 – la cui commercializzazione slitterebbe a fine 2012 o inizio 2013 – sarà un oggetto capace di cambiare, di nuovo, le regole del gioco.

Ma mentre mercati, analisti e media si chiedono “e ora?”, il cordoglio non accenna a diminuire. Messaggi da tutto il mondo, omaggi, pellegrinaggi negli Apple Store e tweet continuano a rincorrersi. Il nome di Jobs arriva anche sulla famosa Walk of Fame di Los Angeles, la via delle stelle del cinema, dove qualcuno da ieri con un pennarello ha aggiunto il nome di Jobs in mezzo a quello di Audrey Hepburn e Alfred Hitchcock.

Perché per il mondo lui era una star. E questo non passerà così presto come vogliono gli analisti.
 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/07/news/dopo_jobs-22858042/?rss

Social shopping, attenzione Quando il cliente ci rimette

martedì, ottobre 4th, 2011


WEB

I siti che offrono coupon per acquisti scontati contano milioni di utenti soddisfatti. Ma le lamentele non mancano. Sono soprattutto causate da esercenti che non rispettano gli accordi. E i servizi al cliente post-vendita non brillano per efficienza di TIZIANO TONIUTTI

Social shopping, attenzione Quando il cliente ci rimette

ROMA - E’ un boom prolungato quello degli acquisti di gruppo sul web. Groupon, Groupalia, Glamoo sono nomi ormai notissimi per milioni di utenti nel mondo e in Italia. Servizi che si basano su un principio semplicissimo: puntare sulla quantità di acquisti per ottenere le offerte migliori. Un weekend in un hotel con Spa di lusso per due, ad esempio, può costare anche cinquanta euro, l’importante è raggiungere il numero di utenti necessari a far scattare l’offerta. Il sistema funziona così bene che il gigante Google ha tentato, qualche tempo fa, l’acquisto di Groupon per oltre 5 miliardi di dollari. Che Groupon ha gentilmente rifiutato.

Gioie e dolori. Grande successo per le piattaforme e tanti utenti soddisfatti, certamente. Ma da qualche tempo in Italia aumentano le segnalazioni di disservizi: nella stragrande maggioranza dei casi non si tratta di problemi delle piattaforme di acquisto “social”, ma delle aziende che decidono di promuovere i propri prodotti o servizi attraverso di esse. E però, gli utenti a volte lamentano anche l’impossibilità di parlare con un servizio clienti o la reticenza degli stessi a fornire informazioni. Un numero minimo rispetto ai clienti soddisfatti, però in crescita. E i messaggi di lamentela sui blog, nei forum e sulle bacheche Facebook delle piattaforme di acquisto collettivo aumentano.

I numeri. L’associazione di consumatori Adoc ha rilasciato una stima secondo cui il 33% degli italiani ha acquistato almeno una volta

un coupon su uno dei vari siti di buoni affari. Percentuale di rilievo, ma nei dati si legge anche che “circa il 35% ha riscontrato un problema dopo l’acquisto del coupon e nel 66% dei casi le rimostranze sono legate al partner aziendale prescelto”. Di questi, nel dettaglio, il 15% lamenta difficoltà nell’ottenere eventuali rimborsi, il 21% la mancanza di assistenza. Soprattutto, i ritardi nella consegna dei prodotti, la mancanza di documentazione fiscale relativa ad alcuni acquisti anche di valore, e il trattamento “diverso” riservato a chi paga col coupon rispetto ai clienti “normali”. Oltre al diniego da parte di alcuni esercizi di erogare prestazioni e servizi il sabato o la domenica, mentre nel coupon è specificato che si tratta di giorni utilizzabili. E poi, le difficoltà di prenotazione in tempi brevi dei servizi, disguidi con spese di spedizione inizialmente stralciate e poi incluse. Se è vero che la maggior parte delle insoddisfazioni derivano dal mancato rispetto delle regole dei partner, va notato come i servizi di assistenza dei siti non siano il massimo dell’efficienza. Non è difficile trovarsi diverso tempo in attesa al telefono o attendere mail per giorni, lamentano gli utenti. O anche recedere dagli acquisti e esercitare appieno i diritti dei consumatori.

Affari d’oro. I clienti soddisfatti dei siti di shopping sono certamente più di quelli che riscontrano problemi. E il giro d’affari, soprattutto in tempi di crisi, è naturalmente in crescita. Da parte loro, le aziende che vendono coupon sottolineano di tenere il cliente in massima attenzione e di esercitare “training” sulle aziende partner, che però a volte non fanno appropriata formazione sui dipendenti. E così possono nascere gli equivoci e i problemi. Servizi di assistenza per gli utenti meno nebulosi e più efficienti, uniti a “policy” più chiare per chi offre prodotti e servizi, possono aiutare utilizzatori e fornitori a fare buoni affari.
 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/25/news/shopping_collettivo_attenzione_quando_il_cliente_ci_rimette-22132362/?rss

Compleanno per Google Chrome In tre anni la scalata dietro i big

sabato, ottobre 1st, 2011


INTERNET

Con il 23% del mercato, è il terzo browser più usato dalla rete. Lanciato il primo settembre 2008: vincente la formula dell’integrazione con gli altri servizi del motore di ricerca.

Compleanno per Google Chrome In tre anni la scalata dietro i big

“Happy birthday, Chrome!”: così s’intitola il post con cui lo staff di Mountain View festeggia il terzo anno di vita del suo browser. Lanciato con un fumetto nell’agosto del 2008, poi ufficialmente il 1 settembredi quell’anno, Chrome si è velocemente affermato e ora detiene il terzo posto sul podio degli interfaccia con cui gli utenti navigano in rete. Nel post del blog ufficiale Ben Goodger e Darin Fisher, ingegneri informatici, riepilogano le caratteristiche con cui Chrome si è affermato sulla rete: semplicità, velocità, sicurezza.

Il “browser del futuro”. Seguendo strettamente Internet Explorer e Firefox, Chrome oggi vanta il 23% del mercato, stando ai dati di Stat Counter. Utenti conquistati in soli tre anni grazie all’integrazione con tutti i servizi di Google, usati da milioni di utenti. Fra le innovazioni con cui il browser di big G si è distinto dagli altri, spicca il Chrome Web Store, negozio virtuale dove scaricare o acquistare applicazioni, plugin ed estensioni. Un “mercato” virtuale che è diventato la chiave per affermare i Chromebook, computer portatili che hanno Chrome come sistema operativo e unico spazio di lavoro.

L’interattività. Anche l’interattività

gioca un ruolo fondamentale: per Chrome Google ha puntato tutto su Html5, linguaggio di programmazione che permette di integrare animazioni, grafica e video, in una sola pagina di codice, senza dover lanciare applicazioni esterne, come Flash. Fino ad arrivare al WebGL, una struttura che permette di integrare animazioni grafiche in 3D.

La storia. In una infografica interattiva che riassume la storia dei browser dalla loro prima apparizione (il 22 aprile 1993, con il pionieristico Mosaic), Google ricostruisce anche i propri passi per farsi strada in un mercato fondamentale. I browser sono le finestre da cui ci affacciamo sulla rete, e il colosso californiano li sta trasformando in una vera e propria piazza, dove navigare, comunicare e fare acquisti. Lanciando Chrome, Google si riproponeva di “ricominciare da zero”, proponendo una navigazione basilare, pulita, dove fosse presente solo il necessario. Oggi, alla semplicità della grafica, si aggiungono le moltissime opzioni che l’utente può installare sul browser.
 

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/09/02/news/chrome_compie_3_anni-21146005/?rss

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