Archive for novembre, 2011

Un progetto italiano il Google del futuro

venerdì, novembre 25th, 2011

IL CASO

Per ora se ne conosce solo il nome: Volunia. Ma la rete è già in fermento. Perché a capo del progetto c’è Massimo Marchiori, inventore dell’algoritmo alla base del successo di Brin e Page. Aperte le registrazioni per provarlo in anteprima di ALESSIA MANFREDI

Un progetto italiano il Google del futuroIl logo di Volunia 

IL TAM TAM in rete sta crescendo e i curiosi aumentano: è in arrivo un nuovo motore di ricerca che promette di rivoluzionare l’esperienza del web. E l’annuncio va preso sul serio, visto chi c’è dietro: Massimo Marchiori, ideatore di HyperSearch, l’algoritmo alla base di Google, unico italiano membro del board del W3Ce protagonista di primo piano del mondo delle nuove tecnologie.

Di Volunia, così si chiama, si sa ancora poco ma la notizia sta circolando velocemente su blog e forum. E c’è un video, in cui Marchiori presenta l’idea, stuzzicando l’attenzione senza rivelare granché. Un nuovo concetto, dice, che promette un’esperienza innovativa in rete. E’ un progetto ambizioso, racconta, su un’idea venuta qualche anno fa. Ma attenzione, non aspettatevi un Google migliorato. Non si tratta di questo, “anche perché non avrebbe senso sfidare un gigante”, ci spiega.  

Volunia è un’altra cosa. Con l’ambizione di essere un prodotto globale – sarà disponibile in 12 lingue – per pescare contenuti da tutto il mondo. Ma funzionerà in modo totalmente innovativo. Chissà se riuscirà ad unire reale e virtuale, il futuro dei motori di ricerca come lo vede da tempo il giovane professore padovano.

Alle spalle ci sono tre anni di lavoro top secret, un

team tutto italiano e capitali ugualmente italiani. Il lancio è previsto entro la fine dell’anno, un altro modo di augurare al web buon compleanno.

Curiosi? Si può andare sul sito di Volunia, dove è attiva una pagina di pre-registrazione. Lasciando la propria email si può essere selezionati per testare la versione beta e provare, quindi, il nuovo motore in anteprima rispetto al lancio mondiale.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/15/news/arriva_volunia_nuovo_motore_ricerca-25038740/?rss

Come costruire una lista di indirizzi email

giovedì, novembre 17th, 2011

Le liste di indirizzi email costituiscono strumenti molto importanti per la conduzione di efficaci campagne di marketing: in modo più rapido ed economico rispetto a quanto avviene con i canali tradizionali, infatti, sarà possibile raggiungere migliaia di utenti, indirizzando loro dei messaggi “ritagliati” sullo specifico target di destinazione.

Ad ogni modo, come largamente intuibile, non è sufficiente ottenere dei generici indirizzi email, magari da provenienze non verificate, per poter condurre in maniera trasparente e funzionale una campagna di email marketing. Per poter costruire una lista di indirizzi di posta elettronica efficientemente utilizzabili, infatti, si dovrà porre la dovuta attenzione su due aspetti fondamentali: la natura legale dell’intero processo di raccolta e utilizzo delle email, e la natura commerciale della campagna di marketing.

Per quanto concerne il primo dei due elementi, si può affermare quanto già intuibile: per utilizzare in maniera positiva un indirizzo email in qualità di destinatario di un messaggio promozionale o informativo di varia natura, è necessario poter assumere il consenso del soggetto interessato. La legge vieta infatti di inviare email di carattere promozionale nei confronti dei destinatari che non lo hanno richiesto espressamente.

Il secondo dei due elementi, di natura commerciale, è altrettanto significativo per l’efficacia della conduzione della campagna di email marketing. Per la migliore funzionalità della campagna, è necessario che il messaggio sia indirizzato a specifici target di riferimento, evitando così il rischio di inviare messaggi vaghi, in maniera indiscriminata, senza possibilità di raggiungere puntualmente l’utenza.

Ma come costruire una lista di indirizzi email utilizzabile?

Numerosi sono i metodi disponibili nelle mani del webmaster; il più importante o, per lo meno, il più utilizzato, fa riferimento alla procedura di iscrizione ad una newsletter. Tale procedura avverrà mediante compilazione di un form predeterminato, all’interno del quale vi sarà anche l’espresso consenso a ricevere email. Così facendo, il webmaster potrà “accumulare” un bacino di indirizzi email cui destinare i propri messaggi promozionali. Per quanto ovvio, la grandezza di tale lista di distribuzione dipenderà fondamentalmente dall’utilità che l’utente avrà modo di riscontrare nell’iscrizione alla newsletter: per tale motivo, è bene che la stessa, oltre che gratuita, contenga informazioni conduttrici di valore aggiunto per il singolo utente. Inoltre, sempre all’interno del forum di iscrizione alla newsletter, sarebbe opportuno inserire anche alcuni dati di base, utili per discriminare l’utenza fin dalle prime fasi di approccio, e destinare alle varie categorie di iscritti idonei messaggi promozionali (ad esempio, si potrebbe richiedere l’inserimento dell’età anagrafica, al fine di distinguere la popolazione di una newsletter sulla base delle fasce generazionali, e indirizzare a ciascuna di esse differenti messaggi)

Come desumibile, la predisposizione di una newsletter non è l’unico metodo in mano al webmaster per attrarre a sé iscritti da coinvolgere in processi di email marketing. Creare un database di email marketing può infatti essere efficacemente realizzato attraverso “regali” e bonus, come ad esempio la disponibilità di un e-book gratuito da inviare via email ai richiedenti (che dovranno, ripetiamo, esprimere anche il consenso alla ricezione di successivi messaggi promozionali), o ancora una guida, o un manuale su temi particolarmente cari ai visitatori. Anche in questo caso, ricordiamo come sia molto importante che l’e-book sia realizzato con perizia e con qualità, poiché dalle prime impressioni di questo regalo potranno essere generati diversi comportamenti da parte dell’utenza ricevente.

Altri metodi sperimentati con successo dai webmaster sono, ad esempio, quelli relativi alla disponibilità a recensire prodotti sul proprio sito web in cambio dell’inserimento della propria email nel database da utilizzare per le campagne di email marketing, o ancora la possibilità di scaricare un software di prova (un gioco o un programma di altra natura). Un metodo per raccogliere rapidamente ingenti quantitativi di indirizzi email è altresì quello di indurre l’utenza web a partecipare a concorsi o quiz, dietro iscrizione gratuita e prestazione del consenso all’utilizzo del proprio indirizzo email per fini commerciali.

Ad ogni modo, chi non vuole o non può acquisire internamente delle liste da utilizzare per le campagne di email marketing, può comunque procedere all’affitto o all’acquisto di liste esterne. Numerose società o liberi professionisti privati offrono infatti la locazione o la vendita di database; in questa ipotesi, prestate però un po’ di attenzione circa la qualità del prodotto proposto, chiedendo le opportune garanzie in termini di aggiornamento e di validità degli indirizzi affittati o acquistati.

Hai già provato alcuni di questi metodi? Con quali risultati? Rispondi tramite i commenti… Grazie

Article source: http://feedproxy.google.com/~r/alverdenet/~3/KdfPDeRR_tM/

Buon compleanno WWW è festa con Tim Berners-Lee

mercoledì, novembre 16th, 2011

INTERNET

Venti anni fa la prima pagina web. Per la ricorrenza, al tempio di Adriano di Roma, interviene l’informatico che la realizzò, insieme a personalità della Rete italiana

Buon compleanno WWW è festa con Tim Berners-LeeTim Berners-Lee 


ROMA –
Festa per i 20 anni (e spiccioli) del World Wide Web. E il luogo deputato alla celebrazione è Roma, con il “papà” del web, Tim Berners-Lee, al Tempio di Adriano, che ospita l’evento Happybirthdayweb, coordinato da Riccardo Luna, ex direttore di Wired italiano e collaboratore di Repubblica. L’evento sarà trasmesso in diretta web sul nostro sito

Due decadi fa, Berners-Lee compose la prima pagina web della storia, “A short summary of the www project”, con i collegamenti alle teorie e i progetti del Cern sul World Wide Web, la parte ipertestuale e navigabile di Internet. E oggi anche quella multimediale e “social”.

“Lasciate che il web sia al servizio dell’umanità” è il motto di Tim Berners-Lee. E per spegnere le candeline  del www-compleanno, a Roma se ne discute con filosofi, economisti, esperti di nuove tecnologie. Interverranno tra gli altri e oltre Berners-Lee, Stefano Quintarelli, Maurizio Ferraris, Alec Ross consigliere per i new media di Hillary Clinton.

L’evento sarà suddiviso in 4 sezioni in cui si discuterà di come il web ha cambiato e cambierà le nostre vite e i nostri modelli di sviluppo. Altratv.tv, Rai5 e Formiche, media partner della manifestazione, trasmetteranno l’incontro in diretta “a rete unificata”.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/13/news/buon_compleanno_www_tim_berners-lee_a_roma-24949885/?rss

Grande festa per il web "Banda larga è cosa seria"

martedì, novembre 15th, 2011

L’EVENTO

Celebrati a Roma i vent’anni del www. Con il creatore Tim Berners-Lee i rappresentanti dell’economia, dell’industria e della politica. Rodotà: “Online sono stati creati 700mila posti di lavoro, non si può scherzare con i fondi per il broadband”

Grande festa per il web Banda larga è cosa seriaTim Berners-Lee spegne le candeline per i 20 anni del web (ansa)

ROMA - Un’invenzione straordinaria da alimentare con dedizione perché non scompaia. E’ il world wide web, nato vent’anni fa nei laboratori del Cern di Ginevra e celebrato oggi a Roma con un incontro al quale ha partecipato il creatore del www. Tim Berners-Lee.

Dopo l’intervista rilasciata a Repubblica, Berners-Lee ha ribadito il suo messaggio alla classe dirigente: “La rete è un valore economico e pubblico”, ha spiegato. “Bisogna iniziare a parlare di diritto all’accesso e di diritto a non essere spiati”.

A Roma, Berners-Lee è stato festeggiato con tanto di torta e spegnimento di 20 candeline e ha ricordato quelli che sono i cardini di Internet, allora come ora, “accessibilità, gratuità e neutralità”, e ha insistito sull’importanza della riduzione del divario digitale anche per gli anziani.
 
“Se torno indietro e penso all’epoca del Cern mi rendo conto che mi sono trovato in un contesto meraviglioso – ha detto Berners-Lee alla folta platea del Tempio di Adriano -. Facevo dialogare i programmi e i computer, in poche parole avevo il diritto di innovare e non avevo un controllo. Ora, invece, viviamo in un periodo in cui dobbiamo lottare affinché le forze commerciali non chiudano Internet. Dobbiamo fare in modo che il web rimanga gratis, aperto e neutrale”, ha ricordato il suo inventore sottolineando la volontà a suo tempo

di allargare il mezzo “a più persone possibili”. Per inciso, Berners-Lee non ha mai brevettato la sua invenzione ed è per questo che tutti usiamo il World Wide Web senza pagare royalties ed è anche per questo che è diventato un potente strumento di diffusione di idee.

“Tutti devono fare parte della società dell’informazione, è importante che le persone siano connesse – ha sottolineato Tim Berners-Lee -. In Italia è in rete il 51% della popolazione: è un dato su cui bisogna lavorare, cercando di non lasciare indietro neanche gli anziani. Se tutti si collegano i governi potranno usare il web come supporto, come è accaduto nel Regno Unito dove c’è stato un risparmio di costi e spostamenti per i servizi del 25% e dove tutti i ministeri hanno messo online i loro dati. Se alcuni servizi come l’archiviazione dei dati sono pagati dai contribuenti, allora è giusto che questi abbiano i dati a disposizione. Nel futuro la rete diventerà una piattaforma ancora più robusta e potente e non dobbiamo perdere di vista queste cose fondamentali”, ha detto Tim Berners-Lee ad una platea composta anche da giuristi come Stefano Rodotà, esperti del settore come Stefano Quintarelli e filosofi come Maurizio Ferraris.

Proprio da Rodotà è arrivato il richiamo alla politica italiana, da mesi alle prese con il destino dei fondi destinati e mai stanziati per la banda larga: “Negli ultimi 15 anni il web ha creato settecento mila posti di lavoro”, ha ricordato Rodotà. “Giocare con gli investimenti sulla banda larga, come è stato fatto, dicendo che ci saranno investimenti di 800 milioni che poi scompaiono è un modo pessimo per affrontare queste questioni”.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/14/news/grande_festa_per_il_web_banda_larga_cosa_seria-25003782/?rss

"Così ho regalato il web al mondo"

lunedì, novembre 14th, 2011

L’INTERVISTA

Parla Tim Berners Lee, il padre del www. “Con la mia invenzione non mi sono arricchito e c’è ancora una sfida da vincere: il divario digitale. Oggi festeggia a Roma i 20 anni della sua creatura

Così ho regalato il web al mondoTim Berners Lee 

di RICCARDO LUNA
“NON C’E’ STATO un momento “eureka” nella creazione del Web. Un momento preciso in cui ho detto: è fatta! È stato piuttosto un percorso lungo. Se devo indicare un inizio potrebbe essere addirittura il 1980 quando scrissi un programma che si chiamava Enquire: io ero un giovane fisico e lavoravo al Cern di Ginevra. Quel programma mi serviva a tenere traccia del complesso di relazioni fra persone, idee, progetti e computer di quella straordinaria comunità di scienziati. Era solo ad uso personale. Poi nel 1989 scrissi un memo ai miei capi, un memo storico anche se allora non potevo saperlo. Proponevo di creare uno spazio comune dove mettere le informazioni a disposizione di tutti: lo chiamai il Web. L’idea era avere una rete dove chiunque potesse facilmente avere accesso a qualunque informazione, e dove aggiungere informazioni fosse altrettanto facile. Nel 1991 già funzionava fra gli scienziati e ho iniziato a diffonderla nel resto del mondo. Sono passati vent’anni esatti e posso dire che abbiamo avuto un certo successo…”. Tim Berners Lee ha 56 anni, è nato a Londra ma ormai da tempo vive e insegna al MIT di Boston; ha vinto il Millennium Prize, è considerato una delle 100 persone più importanti del secolo scorso e la regina Elisabetta II lo ha nominato cavaliere nel 2004. Per questo è diventato “sir”. Ma il titolo più importante glielo ha dato la Storia, con la maiuscola: è il creatore del World wide web. Stenta a credere che per molti Internet e il Web siano sinonimi. “Qualche giorno fa in Polonia stavo cercando di spiegare ai traduttori la differenza fra Internet e il Web. Visto che non ci riuscivo, ho chiesto: come spiegate il periodo che passa fra l’invenzione di Internet, 40 anni fa, e quella del Web, 20 anni dopo? E loro mi hanno risposto: 40 anni fa avevamo il comunismo e quindi per noi i due concetti sono sinonimi. In Italia la sapete la differenza?”. Per parlare del futuro di Internet, della necessità che tutti abbiano accesso alla rete e per soffiare sulle prime venti candeline del www, sir Tim oggi è a Roma dove aprirà una conferenza a lui dedicata: “happybirthday web”.

Wikipedia indica nel 6 agosto 1991 la nascita del Web, ovvero la messa in rete del primo sito: info. cern.ch. È una data speciale che dobbiamo trasmettere ai nostri figli? Avete in qualche modo festeggiato?
“A dire il vero non molto. Il 6 agosto 1991 ho solo mandato un messaggio al newsgroup alt.hypertext per far conoscere il Web al resto del mondo. Ma era già disponibile all’interno della comunità del Cern. Per me già esisteva”.

Molti dicono: Berners-Lee è stato bravo, ma il Web l’ha creato per caso mentre cercava di costruire un sistema per la gestione delle informazioni.
“Assolutamente no! Infatti lo chiamai subito World wide web, la grande rete del mondo, anche se molti mi diedero del presuntuoso. E gli indirizzi dei siti, le Url, le volevo chiamare Universal resource identifier. Ma quel nome fu bocciato dalla comunità degli ingegneri. Mi dissero: come puoi definire questa cosa ‘universale’? E io, che ero l’ultimo arrivato in quell’ambiente, cedetti: ok, chiamiamolo Uniform, dissi, così almeno non cambiava sigla”.

Per difendere l’apertura del Web, spesso si dice: è una piattaforma per l’innovazione. Difficile dirlo a chi pensa che Internet serva solo a mandare mail o aggiornare lo status su Facebook.
“Intanto va detto che quando la gente manda una mail o sta in un social network, spesso ha uno scopo creativo. L’idea del Web, quello che sta dietro tutto, è che se una persona ha una mezza buona idea e l’altra metà sta nella testa di un altro, il Web è il connettore che permette alle due metà del cerchio di unirsi. L’idea è una rete da tessere”.

È un’arma di costruzione di massa.
“Bella definizione. Questa è l’innovazione del Web. Non tutte le tecnologie portano innovazione. Una tecnologia può essere di ‘fondamenta’ o di ‘soffitto’. La prima è la base che supporterà sviluppi sempre più importanti. L’altra no: è progettata per creare un valore immediato e quindi denaro al suo fornitore. Il Web è una tecnologia ‘fondamentale’”.

Sul fronte opposto stanno sistemi come quelli adottati da Apple e Facebook?
“C’è una battaglia, o meglio, una tensione costruttiva, fra l’esigenza di fare soldi e quella di innovare. Un’azienda può avere la necessità di controllare l’intero sistema per fornire buone prestazioni e acquisire clienti e quindi pagare bene i propri programmatori. Ma se finisce con l’essere troppo dominante e chiusa limitando la libertà della gente, perderà mercato. Un giardino meraviglioso ma chiuso non può competere con la bellezza di una folle e indomita giungla”.

Il giardino della Apple ha perso il suo giardiniere. Qual è stata la sua reazione alla notizia della morte di Steve Jobs?
“Ho scritto un post sul mio blog. Una volta ci siamo quasi incontrati in una riunione di sviluppatori di NeXT in Francia. Lui osservò molte cose in quella stanza, ma andò via prima di poter notare il World wide web”.

Il NeXT era il computer visionario che Jobs realizzò quando venne licenziato dalla Apple. E su un NeXT lei ha scritto il codice del Web. Insomma, era un po’ anche roba sua…
“È vero, scrissi il progetto su un NeXT e fu incredibilmente facile. Era un computer che veniva dal futuro. Ricordo lo stupore quando mi arrivò e lo scartai, nel settembre 1990. La mail era già configurata e si apriva automaticamente con un messaggio audio di Jobs in persona che iniziava così: “Non stiamo più parlando di personal computer ma di interpersonal computing, collaborazione fra le persone”. Geniale! In quegli anni chi aveva un computer era molto frustrato. E Steve Jobs lo aveva capito. Aveva capito che i computer dovevano essere utili, collaborare con l’utente e fare ciò che l’utente si aspetta; e poi essere lineari, facili da usare e belli da vedere. Oggi lo diamo per scontato: del resto il sistema operativo del Mac e dell’iPhone si basa sul NeXT…”

Parliamo dell’Italia: siamo molto indietro per la diffusione della Rete. Che cosa ci stiamo perdendo?
“Prima di tutto penso che l’ubiquità della Rete sia più importante della velocità. La velocità è importante se vuoi vedere un video in alta definizione; ma l’ubiquità, anche con connessioni più lente, significa che puoi ricevere e spedire la posta e far parte dell’economia digitale. E poi: dando una banda larga minima a tutti si possono spostare i pagamenti pubblici online risparmiando un sacco di soldi. Insomma, penso che dovreste fare un grosso sforzo per colmare il divario digitale, per portare la Rete anche nelle aree rurali e in quei luoghi dove c’è gente che semplicemente non ha ancora imparato ad usare questa tecnologia. Questo significa anche creare luoghi pubblici dove tutti possono usufruire della Rete: immagino Internet-Point nelle piccole città e nei paesini dove andare per pagare il bollo dell’auto online, o cercare un lavoro, ritrovare i parenti che si sono persi di vista da tempo, mettere in vendita la macchina, insomma fare quelle cose che la gente ancora non sa fare online”.

La scelta che sta facendo l’Italia sembra l’opposto: portare la banda ultralarga nelle grandi città e nelle aree industriali, e lasciare indietro gli altri.
“Non è solo una questione di altruismo, il punto è come rendere il Paese più operativo e funzionale. Si tratta di capire se un Paese è serio oppure no. È un Paese serio quello in cui non si riescono a raggiungere contemporaneamente tutte le persone, e la gente non è informata tempestivamente su quello che succede, e non è in grado di rispondere alle emergenze? No, non è un Paese dove investire”.

L’Open government, ovvero quella serie di politiche che coinvolgono i cittadini nella amministrazione attraverso trasparenza e strumenti di partecipazione, può contribuire a diffondere l’uso del Web?
“Un governo digitale è molto più efficiente di un governo basato sulla carta, perciò prima il Paese abbatte il digital divide e meglio è. Ma l’Open government vuol dire arrivare a coinvolgere i cittadini per ottenere un feedback e magari una consulenza spontanea. È molto di più. Poi, c’è tutta la questione degli Open Data…”.

A che punto è arrivata la campagna per liberare i dati pubblici?
“I dati che il governo ha nei suoi archivi sono una risorsa preziosa per migliorarci la vita. Sapere, ad esempio, se un certo treno è in funzione e sta viaggiando, quali strade hanno delle buche, dove si trova la posta più vicina, il numero di crimini commessi in una determinata area del Paese, dove sono custoditi i piani di emergenza anti-alluvione… Essere in possesso di questo tipo di informazioni può far prendere decisioni migliori. E poi, c’è la trasparenza, che alcuni mettono al primo posto. In Gran Bretagna sta diventando normale che i dati relativi alla spesa pubblica siano “aperti”. Il Web è il luogo dove tutti possono verificare come vengono spesi i soldi dei cittadini”.

Dopo 20 anni, il Web è diventato quello che aveva immaginato?
“Sono molto contento della quantità incredibile di cose successe, ma purtroppo non vedo tanta gente che usa il Web in modo efficace per realizzare nuove idee. Internet è nato come piattaforma per lavorare insieme, e invece quasi tutti si limitano a usarlo per leggere e basta. Evidentemente gli strumenti di collaborazione che abbiamo non sono ancora adeguati”.

Dice “ancora” perché sta lavorando a un progetto di questo tipo?
“Sì, sono entusiasta di progettare, tra le altre cose, strumenti per il Web semantico che si basano sul concetto di dati collegati fra loro. Il Web semantico riguarda i dati, mentre i motori di ricerca lavorano con documenti ipertestuali. La sfida dei motori di ricerca è stata di cercare di creare una struttura dove non c’era alcuna struttura, tentando di infondere ordine e significato laddove non vi erano né ordine né significato; mentre con i dati l’ordine e il significato ci sono già. Quando si dispone di dati in un archivio, essi sono già ben ordinati e ben strutturati e hanno un significato molto più definito di gran parte dei contenuti presenti sul Web. Adesso finalmente sempre più persone stanno capendo il valore dei “linked open data”. Sarà così il nuovo Web e sarà più intelligente”.

Il Web ha creato moltissimi ricchi: ha rimpianti di non essersi arricchito?
“No. Se qualcuno mi vuole dare un sacco di soldi, a me non dispiace. Ma a me non dà fastidio che la gente abbia aperto attività sul Web e sia diventata ricca, anzi”.

Oltre due miliardi di persone usano il Web. Percepisce l’apprezzamento della gente per quello che ha fatto?
“Sì, un apprezzamento immenso. Però sono anche molto contento di non essere riconosciuto per strada! Vorrei dire un’ultima cosa…”

Prego.
“Vorrei solo ricordare il sito “WebFoundation.org”. Si tratta di una nuova Fondazione per combattere il divario digitale: c’è un vero abisso di opportunità tra coloro che hanno Internet e utilizzano il Web in modo efficace, e tutti gli altri. Di fatto, il collegamento alla Rete sta diventando così importante per l’umanità che ormai potremmo pensare all’accesso ad Internet come a un diritto universale. Il Nobel per la pace Liu Xiaobo ha definito Internet un dono di dio; bello, ma io preferisco parlarne come di un diritto dell’uomo”.

Article source: http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/14/news/intervista_berners_lee-24969134/?rss

alVerde lancia Scribox.it: la fonte di contenuti per il tuo sito web

giovedì, novembre 10th, 2011

Qual è l’elemento indispensabile per ogni sito web?
Qual è la migliore “esca” per destare l’interesse di Google?
Cosa permette agli utenti di distinguere un sito qualunque da un sito di valore?

La risposta è “il contenuto editoriale”, il quale può assumere le forme più disparate. Un contenuto potrebbe, infatti, essere una notizia,  un articolo, una recensione, una scheda prodotto, un ebook e non solo. La quantità e la qualità dei contenuti che formano un sito web determinano spesso il successo o meno del sito agli occhi di Google e degli utenti. I contenuti servono anche per promuovere un sito nel web, basti pensare ai comunicati stampa ed agli articoli pubblicati per svolgere le attività di article marketing e di link building.  Non sto scrivendo certo qualcosa di nuovo. La vera novità è rappresentata dai nuovi strumenti a disposizione di tutti coloro che hanno bisogno di contenuti editoriali per i propri siti web. Di cosa sto parlando?

Dovendo pubblicare contenuti per diversi progetti web, ho verificato personalmente che la realizzazione di tali contenuti comporta spesso alcune difficoltà:

  • Trovare validi scrittori.
  • Gestire gli scrittori selezionati (effettuare i pagamenti, gestire le comunicazioni e il flusso di informazioni, definire e far rispettare le tempistiche di consegna, ecc.)
  • Programmare il lavoro nel tempo.

Per queste ed altre motivazioni mi sono impegnato nell’ultimo anno, assieme ad un team di persone molto preparate, nella realizzazione di una piattaforma utile per svolgere tutte queste attività in modo più semplice e professionale. Il nostro desiderio è quello di offrire un utile strumento di crescita professionale per tutti coloro che gestiscono dei progetti in ambito web. E all’interno della community di alVerde credo ce ne siano molti!

Il nuovo servizio si chiama Scribox.it. Te lo descrivo in pochissime parole:

Hai ottime capacità di scrittura? Puoi utilizzare Scribox per guadagnare scrivendo. Il compenso per il tuo lavoro lo decidi tu e non dipende da guadagni pubblicitari o da altri fattori di questo tipo. Il pagamento è garantito perchè ricevi i pagamenti da un’unica azienda affidabile e non da utenti, spesso anonimi, conosciuti sui siti di annunci o sui forum. Più ti dimostri bravo ed affidabile come scrittore, più la tua reputazione all’interno di Scribox aumenta, portandoti così sempre più lavori da eseguire con compensi sempre più elevati.

Hai bisogno di contenuti editoriali? Puoi utilizzare Scribox per semplificare ogni fase del processo di sviluppo di tali contenuti: dalla ricerca dello scrittore, al suo pagamento a lavoro eseguito. Potrai richiedere i testi, valutare gli scrittori in base alle loro competenze ed ai feedback ricevuti, leggere i testi prima di approvarli, verificare l’unicità dei contenuti ed infine pagare una sola azienda. In altre parole non dovrai più eseguire molti micropagamenti ad utenti privati ed adempiere ad obblighi fiscali come il versamento delle ritenute d’acconto. Tutti gli articoli e tutte le comunicazioni saranno, inoltre, centralizzati ed ordinati, non sparsi tra email, Skype e messaggi privati sui forum.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche standard del servizio che viene offerto tramite Scribox. Se hai esigenze particolari e necessiti di volumi importanti, allora potrai provare la versione Premium del servizio che ti permetterà di accedere ad ulteriori servizi con un account dedicato e con la possibilità di poter richiedere plugin dedicati alle tue esigenze. Se sei interessato a questa versione allora contattami.

 L’iscrizione è aperta a tutti?

Gli editori possono iscriversi ed utilizzare il servizio immediatamente. Inoltre, sul primo lavoro assegnato ad un autore, non si paga alcuna commissione a Scribox. Quindi perchè non provare?

Gli autori, invece, possono iscriversi per prenotare il proprio accesso a Scribox. Questo significa che l’attivazione dei singoli account verrà valutata dallo staff in base alle competenze degli autori, alle necessità della piattaforma e alle nuove offerte di lavoro che ogni giorno vengono inserite nel marketplace. 

Scribox è già attivo, in forma privata, da oltre un mese ed ora è pronto ad aprire le proprie porte a nuovi utenti. Passaparola! Grazie.

P.S. Se hai bisogno di maggiori informazioni lascia un commento o contattami.

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Come Scaricare Musica Da Youtube Gratis

domenica, novembre 6th, 2011



Come Scaricare Musica da Youtube? Sono sicuro che questa è una domanda che ti sei posto tantissime volte. Navigando su Youtube, ti sarà spesso successo di trovare dei video musicali, o addirittura video con un solo frame, che contenevano tutta la canzone che magari cercavi fa tanto.

come scaricare musica da youtube

Scaricare musica da Youtube è possibile, ed è anche molto facile. Ora ti spiegherò come scaricare musica da Youtube in pochi semplici passi.

Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 1

come scaricare musica da youtube

DOWNLOAD

Il primo metodo che voglio consigliarti per scaricare musica da youtube gratis, è quello di utlizzare, un piccolo e leggero software da scaricare sul tuo computer. Si tratta di Youtube Song Downloader. prodotto da Abelssoft. Puoi scaricarlo in download dal link qui in alto. Il file del programma è sicuro e privo di virus. (Lo abbiamo personalmente testato).

Tutto quello che devi fare è scaricare il programma e installarlo sul tuo computer, una volta aperto, ti troverai di fronte a questa finestra.

come scaricare musica da youtube

Premi su Cerca musica e Video, per attivare il campo di ricerca. Ora devi inserire nel campo di ricerca il titolo della canzone che vuoi scaricare da youtube. I risultati ti verranno imediatamente mostrati. Selezionando un vdeo, potrai avviarne un’anteprima, per verificare che effettivamente è il file che desideri scaricarare.

come scaricare musica da youtube - youtube song downloader

Una volta scelto e selezionato il file da scaricare, ti basta premere su Download Musica, Download Video o Download Musica e Video, per scaricare il file MP3, il file Video od entrambi.

come scaricare musica da youtube

I file che si stanno scaricando puoi visualizzarli premendo su Downloads, dove potrei verificare lo stato di avanzamento e completamento del download. Con questo software capirai come scaricare video da youtube diventi facile e come sia davvero alla portata di tutti

 


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 2

Questo secondo metodo ti consente di scaricaremusica da youtube, utilizzando l’addon fi Firefox Download Helper ed un programma di editin video per il salvataggio della sola traccia audio del video.

La prima cosa da fare ovviamente è quella di andare a cercare un video youtube che contiene la canzone che vorresti scaricare.

Puoi trovare due tipi di video:

  1. Video con un solo frame fisso con tutta la canzone intera: In questo caso è stato montato un semplice video con una immagine per tutta la durata di tutto il flusso audio caricando direttamente L’mp3 dela canzone
  2. Video musicali presi ad esempio da MTV ecc.

Ma tutti i video in fondo vanno bene per estrarne la musica, ma i migliori sono sicuramente quelli che hanno gia all’interno il file mp3 (e sono anche quelli con la qualità migliore)

Vediamo ora Come scaricare musica da Youtube, una volta localizzato il video di nostro interesse con un esempio pratico:

Come scaricare musica da Yutube: Cosa scaricare

Prima di tutto hai bisogno di un software che sia in grado di scaricare sul tuo computer un video Youtube, Ti consiglio Download Helper, è il piu semplice da utilizzare. Scaricalo qui

come scaricare musica da youtube

Questo è un addon per Firefox, non funziona con altri Browser, quindi ti consiglio, se vuoi scaricare musica da youtube, ti utilizzare questo Browser. Una volta installato, quando sarai su youtube appariranno 3 palline, vicino al titolo del video, che inizieranno a girare quando farai partire la riproduzione.

come scaricare musica da youtube

Quando sulle tue pagine Youtube appariranno questi pallini sei pronto ad iniziare.

Come Scaricare Musica Da Youtube: Esempio Pratico

Andiamo su youtube e cerchiamo una canzone o un artista, n questo caso ho scritto Lady Gaga, e come vedi è apparsa una sorta di playlist, con i titoli delle sue canzoni.

come scaricare musica da youtube

Fai partire un video (io ad esempio ho scelto Bad Romance) e noterai che appena parte la riproduzione la palline inizieranno a girare, premi sulle palline e seleziona Download.

come scaricare musica da youtube

Il file del video verra automaticamente scaricato sul tuo computer, e potrai, con un qualsiasi programma di editing video, estrapolarne soltanto l’audio e salvarlo in Mp3.

Ti consiglio di utilizzare MPEG StreamClip, che puoi scaricare qui e salvare solamente la parte audio del video. Per farlo Seleziona Esporta Audio ed imposta Mp3 com estensione di salvataggio.

come scaricare musica da youtube

In pochi semplici passi ecco il tuo File Mp3 Scaricato da youtube!

Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 3

Un terzo metodo per scaricare musica da youtube, è sicuramente uno dei piu semplici. Ti basterà infatti conoscere solo l’indirizzo del video che ti interessa e utilizzare un servizio web molto semplice e veloce. Vediamo quindi come scaricare musica da youtube con questo secondo metodo.

La prima cosa da fare è andare su youtube e copiare l’indirizzo del video. In alcuni casi non c’è il link diretto ma un link più lungo, stai attento a copiare solo la parte di link che precede il in questo modo.


scaricare musica da youtube


Una volta copiato il link devi andare sul sito web VidtoMp3 nel quale potrai copiare il link e scaricare il file Mp3, vediamo come scaricare musica da youtube con questo sito.

Come Scaricare Musica Da Youtube Usando Vidt0Mp3

come scaricare musica da youtube

Questo sito ti permette di scaricare l’audio di un video Youtube semplicemente incollando il link relativo in questo spazio.

come scaricare musica da youtubePuoi selezionare anche il tipo di qualità del file audio, scegliendo tra Standard Quality o High Quality. Una volta incollato il link del video youtube dal quale scaricarne l’audio, premi su Download.

Aspetta qualche secondo che il file venga elaborato e premi sul nuovo bottone Download Mp3 che appare, per scaricare il tuo file.

 

come scaricare musica da youtube

Non farti ingannare dai vari bottoni Download che compaiono, premi solo quello indicato dalla freccia qui sopra per scaricare il file Mp3.

 

Come Scaricare Musica Da Youtube : Metodo 4

Se nessuno dei metodi precedenti ha funzionato, hai una quarta opzione per scaricare musica da Youtube. Esiste un altro sito che ha funzioni pressoche simili a quelle di VidtoMp3, ovvero listentoyoutube.

come scaricare musica da youtube

Anche non devi fare altro che incollare nello spazio il link del video e premere GO, per avviare l’elaborazione e scaricare il file usando il bottone Download Mp3.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 5

Un altro metodo per scaricare musica da youtube è quello di usare un addon per Google Chrome molto interessante. Puoi scaricare l’addon Youtube Mp3 cliccando il link.

scaricare musica da youtube


Una volta scaricato e installato l’addon, quando sarai su youtube apparira nella barra dgli indirizzi un bottoncino MP3,


scaricare musica da youtube

Premendo il bottone si aprirà un sito che inizieràautomaticamente la procededura di Download Mp3 dopo averlo elvaboratro premi su Download Mp3, per scaricare il file.

come scaricare musica da youtube

Premuto il tasto Download scaricherai il file sul tuo computer in pochi minuti.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 6

Un altro metodo che puoi utilizzare per scaricare musica da youtube è quella di utlizzare Songr

come scaricare musica da youtube songr


Questo piccolo software ti consente di ricercare e scaricare musica sia da youtube che da altre fonti. Funzione molto interessante di Songr quella di poter selezionare la voce Scarica da YouTube.

Anche in questo caso dovrai incollare all’interno della finestra che comprarirà, il link del video dal quale prendere la traccia audio e trasformarla in Mp3 usando la spunta alla voce File audio Mp3.


Come Scaricare Musica Da Youtube: Metodo 7

Passiamo ad un altro metodo per scaricare musica da youtube ovvero quello di utilizzare il sito clip.dj grazie al quale potrai ricercare come se fossi su youtube un video, ed estrapolarne direttamente l’audio utilizzando il tasto Download Mp3

come scaricare musica da youtube con clip dj

Per utilizzare Clip.dj, ricerca un video sulla home page principale del sito. Compariranno tutti i video inerenti alla ricerca che hai fatto.

Premi il tasto Download, iniziera così una brevissima elaborazione, che farà comparire sulla parte destra del sito, una nuova serie di bottoni.

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Ecco cosa puoi fare a questo punto:

  • Play Mp3: Ascoltare il file mp3 direttamente online
  • Watch Video: guardare il video come se fossi su youtube
  • Download Mp3: Scaricare il file Mp3 sul tuo computer
  • Download Video: Scaricare il video sul tuo computer

Ovvamente se vuoi scaricare l’mp3 del video, premi su Download Mp3 ed il gioco è fatto.

Questi sono alcuni dei modi che si possono utilizzare per scaricare musica da youtube, ricordati che comunque la qualità dei file non sarà mai equiparabile a quella di un CD quindi ti consiglio, per goderti la vera musica di acquistare sempre le tue tracce audio, da Itunes o CD.

Spero che questo articolo ti sia stato utile e non dimenticare di condividerlo con i tuoi amici su Facebook, Twitter e Google+

Article source: http://www.costruireweb.it/come-scaricare-musica-da-youtube_20111006.htm

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