Qualche tempo fa un membro di Cerchia Ristretta ha proposto un sondaggio sul forum, chiedendo ai partecipanti di rispondere alla domanda “Dopo quanto tempo avete pubblicato il vostro primo infoprodotto?”
Diedi due risposte, la prima:
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“L’indicatore “tempo” è talmente soggettivo che un sondaggio sarebbe fuorviante.
Non è tanto il percorso di Cerchia a determinare la velocità con cui si sviluppano i prodotti, ma la libera scelta dei singoli cerchisti.
Soprattutto nei 90 giorni spingiamo molto sul “tasto dell’azione” perché vogliamo evitare il più possibile la passività sin dall’inizio (tenendo sempre conto che, anche Italo è rimasto passivo per DUE anni prima di pubblicare i suoi primi prodotti, quindi è comunque una scelta valida aspettare, ognuno ha i suoi tempi e modalità di apprendimento).
Nei 90 giorni gettiamo le basi del business ma non spieghiamo lo sviluppo di prodotti nello specifico, proprio perchè è uno dei discorsi che vanno affrontati quando si è sufficientemente “maturi” (passami il termine ) per creare qualcosa di valido (= che migliori effettivamente la vita delle persone).
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Poi l’amico di Cerchia Ristretta e altri membri insistettero sull’importanza dal loro punto di vista di un sondaggio per sentirsi “rassicurati”, citando anche Doxa e Istat.
A quel punto intervenni con una risposta più specifica e complessa, che mi fa piacere riportare per intero anche ai lettori del blog:
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Ciao Mario (nome fittizio n.d.a.),
rispondo alla tua domanda specifica, che è legittima e, a mio parere, non del tutto ben formata.
Ti rispondo in due sezioni:
1 – Atteggiamento mentale
2 – Statistiche
1) ATTEGGIAMENTO MENTALE
Quanto segue riguarda non solo te, anche se mi riferisco a te in particolare. Ci sono tantissimi cerchisti che preferiscono osservare piuttosto che intervenire sul forum e parlo anche per tutti loro.
In Gold, e ancora di più in Platinum, avrai notato come lanciamo una serie di “segnali d’avvertimento” sull’atteggiamento mentale da tenere nei confronti del business e dei soldi in generale.
Se tu domandassi a chiunque di coloro che insegnano come gestire le proprie finanze e/o diventare “prosperi” o a chiunque di coloro che il successo finanziario l’hanno già raggiunto (ma non insegnano specificamente ad altri come farlo), qual’è il loro segreto, la cosa più importante, la differenza che ha fatto la differenza nel loro percorso verso il successo economico, non ti sentirai mai rispondere “ho usato questa tecnica” o “ero bravo con blogger”. Ti daranno sempre indicazioni “mentali”, “psicologiche” se vuoi.
Il loro (e tuo futuro) successo proviene “da dentro”, ed è uno dei motivi principali per cui invogliamo a costruire un business basato sulle proprie passioni. Le “passioni” sono una “scorciatoia” verso il giusto atteggiamento mentale…
Quindi la domanda riguarda il tuo filtro percettivo, che determina il tuo atteggiamento: perché senti il bisogno delle statistiche?
Dopodiché poniti quest’altra domanda: credi che Italo rientri nei risultati di qualsiasi statistica della Doxa o dell’Istat?
Eccone un’altra seguente: ciò che facciamo (io, te, tutti quelli che sono qui) in Cerchia è fuori dal comune?
Quindi:
1 – Ovviamente NOI SIAMO DEI PIONIERI che sfuggono alle statistiche e alla normale logica “lavoro dalle 9 alle 5 in ufficio per guadagnarmi la pensione”.
2 – Ovviamente, NESSUNO di coloro che hanno avuto davvero successo economico nella vita rientra nelle normali statistiche. E senza andarti a pescare per forza nomi giganti…
3 – Ovviamente, come tantissimi cerchisti/casi di successo stanno a dimostrare, tu, VOI TUTTI, ce la POTETE fare. Ma la POSSIBILITA’ in questo caso non è assolutamente data dalla statistica, ma dalla vostra personale volontà di riuscire e dall’abilità/creatività personale. NON E’ UNA LOTTERIA, E’ UN BUSINESS.
NON E’ UNA LOTTERIA, E’ UN BUSINESS.
2) STATISTICHE
1 – Non è possibile trovare un parametro preciso di “successo”. La pubblicazione di un prodotto o di un post non significano successo, come il livello di guadagno desiderato non è uguale per tutti.
2 – Cerchia Ristretta è formata da persone che vogliono provare qualcosa di nuovo, fantastico, anomalo e fuori dagli schemi. Per questo non ci piacciono troppo le statistiche, mostrano quello che fanno tutti “in media”.
3 – Per quanti iscritti abbiamo, il numero è troppo piccolo per dare risultati statistici davvero validi. Specialmente se conti che è solo dalla scorsa estate che abbiamo iniziato ad introdurre i 90 giorni. Prima il sistema di training era diverso. Cito da articolo CICAP (primo trovato via Google che esprima il concetto):
Numeri e formule si possono distorcere in tanti modi per imbrogliare le carte. Curioso il caso delle accuse a Radio Vaticana di avere causato un aumento di sei volte rispetto alla media dei casi di leucemia infantile con le onde elettromagnetiche della emittente di Ponte Galeria. (Ricordo che il prof. Umberto Veronesi, uno dei maggiori cancerologi italiani, affermò in un’intervista a Repubblica del 7/4/2001 che le onde elettromagnetiche non causano cancro, né leucemia).
La situazione fu analizzata da Paolo Vecchia, direttore del Settore Radiazioni Non Ionizzanti dell’Istituto Superiore di Sanità (17/3/2001). Data la scarsa popolazione di Cesano, nel raggio di due km da quell’emittente radio secondo l’incidenza media italiana della leucemia infantile, se ne sarebbero dovuti verificare 0,16 casi. In 13 anni se ne verificò uno solo. Conclusione 1 diviso 0,16 fa 6, cioè incidenza 6 volte maggiore. Se non ci fosse stato nessun caso, si concludeva, forse, che nella zona l’incidenza era più bassa del 100 per cento? Per numeri tanto piccoli i calcoli non si fanno così. Le statistiche fatte in modi così ingenui sono ovviamente menzognere.
4 – Ricordo una discussione simile molto tempo fa, agli inizi di Cerchia Ristretta…
In quella particolare discussione citai una frase che, specialmente nei paesi anglofoni, ricorre molto:
“There are lies, bigger lies and then…statistics” (Ci sono bugie, bugie più grosse e…le statistiche.)
Come i politici ci dimostrano continuamente, le statistiche possono essere fraintese e manipolate, a seconda del filtro percettivo e delle intenzioni con cui le guardi.
Personalmente, e ripeto personalmente, ho sempre AMATO EVADERE dai risultati delle statistiche stesse, laddove è necessario.
E non voglio “auto-elogiarmi”, ma lo specifico perché è una caratteristica di tutte le persone di successo che ho incontrato finora nella mia vita, compreso Italo. E so che è stata una delle grandi differenze che mi ha aiutato agli inizi di Cerchia (e in altre aree della mia vita), sperando ora aiuti te.
Gli italiani leggono due libri l’anno?
Ne leggo 30.
I miei coetanei si lamentano dell’università? Della crisi? Del governo? Del sistema?
Beh…io invece sono qui
10 milioni di italiani guardano il grande fratello tutte le puntate?
Manco per sogno
Ecc. ecc. ecc.
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A questo punto rispondo ad un paio di punti specifici del membro di Cerchia (le domande/affermazioni sono in corsivo):
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la Doxa ha fatto i miliardi pure su argomenti del genere…
Sono sicuro che a grosse corporation (es: Coca Cola, Microsoft), che non possono contattare direttamente la loro clientela, sia per la tipologia di servizi che offrono sia per la vastità della stessa, possano essere utili, ma non particolarmente a noi direct marketer.
E poi, noi internet-marketer, non dovremmo essere affamati divoratori di statistiche?
Noi direct marketer non siamo affamati di qualsiasi tipo di statistica, ma di statistiche pratiche, che portino a risultati tangibili, nel breve, medio o lungo termine.
- Chi vince fra pagina A e pagina B?
- Quanti soldi mi ha portato questa campagna Adwords al netto della spesa?
- Quante persone entrano al giorno nella mia mailing list? Il tasso di iscrizione è in crescita?
- Quante persone mi visitano? Sono in crescita? Sì? Perchè? Chi sono?
Ovviamente sei il benvenuto nel creare un sondaggio specifico tramite lo strumento incluso nel forum.
“Due strade divergevano in un bosco d’autunno
e spiacente di non poterle percorrere entrambe,
essendo uno solo, mi fermai a lungo
e guardai, per quanto possibile, in fondo alla prima,
verso dove svoltava, in mezzo agli arbusti.
Poi presi l’altra, anch’essa discreta,
forse con pretese migliori, perché era erbosa e meno segnata
sebbene in realtà le tracce fossero uguali in entrambe le strade.
Ed entrambe quella mattina erano ricoperte di foglie
che nessun passo aveva annerito.
Tenni la prima per un altro giorno,
anche se, sapendo che una strada porta verso un’altra strada,
dubitai di poter mai tornare indietro.
Racconterò questo con un sospiro
Tra anni e anni:
due strade divergevano in un bosco e io,
io presi la meno battuta.
Questo ha fatto la differenza.
(Robert Frost, “La strada non presa”)
P.S. ci sono differenti modi di citare la frase sulle statistiche http://en.wikipedia.org/wiki/Lies,_damned_…_and_statistics
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Article source: http://www.cerchiaristretta.it/atteggiamento-mentale/quanto-tempo-guadagnare/